Venezia, moratoria sugli affitti brevi: la maggioranza blocca il voto. Bagarre in consiglio
Sollevata a sorpresa la questione pregiudizionale sulla proposta dell'opposizione, la consigliera fucsia Pea prende le distanze: «Non capisco perché non discuterla»

Stroncata prima ancora di essere discussa. Colpo di scena durante la seduta fiume dell’ultimo consiglio comunale, con la maggioranza che non ha votato la moratoria, il blocco temporaneo degli affitti brevi proposto dall'opposizione nel 2024, e la cui discussione era attesa da tempo.
Perché è stata affossata
Con un documento letto dal consigliere fucsia Paolo Romor, la maggioranza ha sollevato, infatti, la questione pregiudiziale per motivi di supposta illegittimità, rinviando il voto alla prossima consiliatura. Romor ipotizzava un «difetto dell’istruttoria», ma anche il fatto che la proposta di moratoria che vedeva Marco Gasparinetti come primo firmatario – e su cui si erano spesi a lungo anche i consiglieri Saccà (Pd) e Bettin (Avs) – «eccedeva all’ordinaria amministrazione». Tra gli scranni, l’agitazione è palpabile. «Gli uffici hanno lavorato nove mesi a quell’isttruttoria», ricorda Gasparinetti, «e, nell’ultima commissione, l’Avvocatura civica chiamata proprio dalla maggioranza ha confermato la validità della nostra proposta». Poi l’attacco: «Chi punta il dito contro l’istruttoria offende la segreteria comunale e gli uffici, che hanno sempre fatto il loro lavoro». Al consigliere di Terra e Acqua non risulta nemmeno che la moratoria ecceda all’ordinaria amministrazione. «Siamo nella pienezza dei nostri poteri, i comizi elettorali non sono ancora stati convocati. In questo modo, state mancando di rispetto al consiglio».
La proposta mai discussa
La proposta, che a questo punto non verrà mai discussa, era stata presentata da dodici consiglieri e da cinque gruppi consiliari e, in sostanza, proponeva in sostanza di bloccare nuove aperture di affittanze turistiche per due anni. La proposta originaria, depositata nell'autunno 2024, doveva servire a ottenere il tempo per scrivere un regolamento partecipato, che intervenisse sul tema in maniera strutturata, ma arrivando a fine legislatura è rimasto solo il punto del blocco temporaneo. Gasparinetti aveva raccolto tutte le firme necessarie per obbligare la calendarizzazione e, quindi, portare la proposta nell’ultimo consiglio comunale. Una volta ottenuta, l’opposizione aveva tirato un sospiro di sollievo: nessuno avrebbe mai immaginato che la maggioranza avrebbe presentato una pregiudiziale, visto che può avvenire solo per vizi di legittimità che impediscono di deliberare.
L’attacco della maggioranza
Dopo Romor, a prendere la parola è la sorella d’Italia Silvia Peruzzo Meggetto. Spinta da un animo sindacale, la consigliera si schiera dalla parte «di tutti ti lavoratori». «Finché ci sarà questa maggioranza ogni lavoratore potrà contare su di noi, garantiremo sicurezza, continuità e fiducia nel domani, la proposta della minoranza va in direzione opposta: blocca la città», spiega nel difendere la sospensiva. Il voto parla chiaro: 18 favorevoli al rinvio della discussione alla prossima consiliatura.
La bagarre
L’opposizione, però, non ci sta e il dibattito è al vetriolo. «La consigliera Peruzzo Meggetto fa campagna elettorale», scuote la testa Gasparinetti, «vorrei ricordare che questa proposta l’abbiamo depositata a luglio, quando nessuno di noi pensava alle elezioni».
«Avreste potuto arricchire il dibattito», attacca Giuseppe Saccà (Pd), «invece avete preferito scappare davanti alle vostre responsabilità politiche», aggiunge, ribadendo che il voto della maggioranza non è altro che un «voto politico». Per Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme) è «una vergogna che la maggioranza non voglia affrontare un tema così importante per la città». Martini lo ammette: nemmeno lui appoggiava la moratoria, ma la discussione andava fatta. «Avreste dovuto accettare almeno adesso un minimo di discussione. E’ grave, pesante e dimostra la vostra incapacità di dialogare».
Un altro colpo di scena lo dà la consigliera fucsia Giorgia Pea, che si smarca dalla maggioranza: «Non c'era motivo di non discutere questa proposta, aveva tutti i pareri favorevoli, avrei voluto sapere perché non possiamo discuterla». Una voce fuori dal coro, che ottiene il plauso della minoranza. La notte scende, il consiglio prosegue, e la discussione sugli affitti brevi, piaga della città, è rinviata. Se ne occuperà la prossima amministrazione. Forse.
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