La sconfitta di Venezia è una batosta per il campo largo nazionale
Altro che liste di ministri, altro che vittoria in tasca. Quanto è triste Venezia per i leader del campo largo, che pensavano di poter strappare la città lagunare che fu di Massimo Cacciari, avamposto della sinistra, alla destra usurpatrice. E invece niente da fare: da questa pesante sconfitta escono due segnali. Perde Martella, senza alcun traino di PD e 5stelle e vince Venturini senza traino di Fdi e Lega, che vanno entrambi male. Indice di sgradimento per i partiti al governo ma anche per i partiti che vorrebbero sostituirli a guidare il paese. Quindi occhio a sentirsi una vittoria in tasca nel 2027. Schlein e Conte devono rendersi affidabili e attrattivi, magari con tre proposte forti e chiare di programma, per la maggioranza silenziosa che alle urne fa la differenza. L'analisi di Carlo Bertini
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