Schianto a Rialto, l’ipotesi di reato è naufragio colposo. Nessun indagato

La Procura ha aperto un fascicolo per l’incidente nautico. Il pilota del motoscafo negativo ai test su alcol e droga. Secondo la prima ricostruzione, il mezzo sarebbe andato in blocco per un guasto

Roberta De Rossi
La gondola affondata a Rialto
La gondola affondata a Rialto

La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di “naufragio colposo” per chiarire le cause e le eventuali responsabilità dello spaventoso incidente nautico avvenuto di domenica, quando un battello di Alilaguna è andato in “blocco”, travolgendo e rovesciando due gondole, facendo cadere in acqua turisti e gondolieri (in 9 hanno riportato contusioni), proseguendo la navigazione andando a sbattere prima contro il ponte di Rialto e poi contro il pontile del Fontego dei Tedeschi, sradicando paline lungo la sua folle corsa senza controllo.

Il pubblico ministero Marco Magini - d’intesa con il procuratore vicario Stefano Ancilotto - ha deciso di non iscrivere il comandante del mezzo al registro degli indagati, neppure come “atto dovuto”: eseguiti i test tossicologici e alcolemici, risultati negativi.

Se si accerterà - come appare dalla prima ricostruzione - che il sistema di guida del battello è andato in blocco, nulla avrebbe potuto fare chi era al timone. Ma l’indagine deve ancora iniziare e verificherà anche lo stato di manutenzione del lancione. Al momento sono stati posti sotto sequestro tutti i mezzi coinvolti: il battello Alilaguna e le due gondole gravemente danneggiate. Risposte si attendono, in particolare, dalla”scatola nera” del motoscafo.

Il primo atto della Procura - una volta ricevuto dalla Polizia locale il rapporto finale sul sinistro nautico - sarà infatti quello di nominare un consulente tecnico che chiarisca cosa è accaduto, se (come pare) la timoneria del mezzo Alilaguna è andata in blocco, perché è accaduto e se era “prevedibile”. Il consulente sarà infatti anche incaricato di verificare se l’imbarcazione sia stata sottoposta regolarmente a tutti i controlli previsti per chi fa trasporto pubblico e se mai, in precedenza, abbia avuto problemi tecnici di qualche natura, in particolare all’apparato motore.

Erano passate da poco le undici di una domenica di Carnevale, con il ponte di Rialto gremito di turisti, quando il motoscafo “Impresa” di Alilaguna - impegnato nella tratta della linea arancio che collega l’aeroporto con Rialto e Santa Maria del Giglio - si è staccato dal pontile diretto alla fermata di San Stae.

All’improvviso, il pilota ha perso il controllo: racconterà della guaina del cambio rotta, dell’imbarcazione ingovernabile. Il mezzo non è dotato di un sistema “a strappo” per spegnere il motore in caso di emergenza, così continua la sua corsa. Prima urta una gondola con cinque turisti venezuelani a bordo, finiti tutti in acqua. Dopo l’impatto il mezzo si gira leggermente, colpendo un mototopo e poi travolgendo una seconda gondola. I due turisti napoletani a bordo sono caduti in canale e, sia loro che il gondoliere, se la sono vista brutta. Il pensiero corre alla tragedia nella quale morì in questo stesso punto del Canal Grande - nell’agosto del 2013 - il turista tedesco Joachim Vogel, in gondola con moglie e figli quando venne investito da un vaporetto (nel traffico caotico dell’area realtina), che lo schiacciò.

Questa volta, per fortuna, nessuna vittima: contusioni per sette turisti e i due gondolieri (tra i 3 e i 7 giorni di prognosi) , molta paura e danni.

Dopo l’impatto, l’imbarcazione ha tagliato in diagonale il Canal Grande, sfiorando un mezzo della Polizia locale e ha proseguito la propria corsa per altri dieci metri, sbattendo contro il ponte di Rialto, per poi finire contro il pontiletto del Fontego. Oltre alla polizia locale, sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco che hanno recuperato le gondole e due idroambulanze. Al pronto soccorso è finito lo stesso pilota di Alilaguna. Per fortuna, il pauroso incidente con ha avuto conseguenze sulle persone. Ma danni ingenti.

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