Jesolo, calci e pugni a due agenti: 19enne arrestato

Accusato di resistenza e lesioni per non essersi fermato ad un controllo. In tasca aveva 4 grammi di cocaina

Eugenio Pendolini
L'intervento della Polizia
L'intervento della Polizia

Una fuga folle e rocambolesca, tra aggressioni a suon di pugni e calci a due agenti della polizia di Stato e spray al peperoncino spruzzato sul volto, conclusa alla fine con le manette. Scene di ordinaria follia domenica notte al lido di Jesolo. Protagonista di questa bravata è un ragazzo di diciannove anni, di origini tunisine. Nonostante la giovane età, il ragazzo ha già diversi precedenti alle spalle per reati di spaccio e contro il patrimonio.

Fatto sta che stavolta, non appena vede pararsi dinanzi ai suoi occhi una pattuglia della polizia di Stato che gli intima l’alt, lui tira dritto. I due agenti in servizio, però, lo fermano lo stesso. Ed è a quel punto che scoppia il finimondo. Il diciannovenne, evidentemente in stato alterato o comunque per nulla intenzionato a vuotare le tasche dei suoi indumenti, a quel punto tira un pugno in faccia al poliziotto e inizia una prima, disperata fuga.

Riorganizzate le idee dopo lo choc, l’agente di polizia insieme alla collega si mette immediatamente sulle sue tracce. I due agenti lo inseguono e, dopo qualche centinaio di metri, lo raggiungono. Provano a fermarlo spruzzandogli dello spray al peperoncino. Ma anche stavolta il tentativo di fermo finisce male. Il diciannovenne, non pago, reagisce di nuovo prendendo di mira, stavolta, la poliziotta alla quale tira un calcione. Riesce così a fuggire una seconda volta. Sarà l’ultima. Già perché alla fine, dopo qualche altro minuto di fuga, il diciannovenne viene definitivamente fermato e arrestato.

L’accusa mossa nei suoi confronti da parte del pubblico ministero Marco Magini è di resistenza a pubblico ufficiali e di lesioni aggravate dall’averle compiute ai danni di un pubblico ufficiale così come del resto previsto dall’articolo 583 quater del codice penale che prevede, in casi simili, una reclusione da due a cinque anni. Per la cronaca, il poliziotto ha riportato ferite guaribili in una quindicina di giorni, la prognosi per la poliziotta è invece di dieci giorni. Una volta arrestato, il diciannovenne viene trovato in possesso di quattro grammi di cocaina ben nascosta nelle tasche.

Difeso dall’avvocato Colangelo, il 19enne comparirà questa mattina davanti al tribunale di Venezia dove sarà celebrato il processo per direttissima. —

 

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