Venezia celebra il 25 aprile: «Grazie a chi ci ha consegnato l’Italia libera»
L’appuntamento in campo del Ghetto si è aperto con la “Bella ciao” suonata dai giovani della banda di Pellestrina

Campo del Ghetto a Venezia più affollato del solito per le celebrazioni ufficiali nella Festa della liberazione, che si sono aperte con la “Bella ciao“ suonata dai giovani della banda di Pellestrina.
Assente nella giornata di Shabbat, il presidente della comunità ebraica Dario Calimani ha mandato un messaggio per ricordare che «Gli ebrei veneziani con Venezia hanno un debito verso la Resistenza e per chi si battuto contro il giogo nazifascista. La Memoria va riconosciuta e onorata sempre.
Buona liberazione a tutti».
Lo storico Giulio Bobbo ha ricordato che «La Costituzione italiana fu frutto di dialogo e compromesso con un unico imperativo: che non fosse un pezzo di carta ma forte e democratica. Non è una bestemmia cambiarla, ma massimo e condiviso deve essere lo sforzo, così come fu condiviso articolo per articolo il dialogo per scriverla, la costituzione italiana è l’Eredità morale e istituzionale della resistenza».
In campo di ghetto, tra le bandiere dell’associazione nazionale partigiani con le medaglie al valore, i tricolore, anche alcune bandiere di Palestina e Libano.
«Oggi è la Festa della libertà ritrovata, dell’Italia che si realizzata dopo la dittatura, le leggi razziali, la Guerra, la cancellazione della dignità umana», ha scandito il sindaco Luigi Brugnaro, «Shalom alla comunità ebraica che ci ospita. La libertà non nasce da sola e non si mantiene da sola: moltissime persone sono morte perché vivessimo in un paese libero».
«Oggi troppe guerre e violenze, odi sembrano voler riportare indietro la storia: qui in campo etichetto, qui a Venezia capiamo che l’odio cresce con la discriminazione, il rancore. La pace richiede coraggio e oggi significa difendere la libertà senza violenza, ma con il dialogo, confidando che spirito della pace arrivi in in Ucraina, in medio oriente ovunque l’uomo sia contro l’uomo. Il Sacrificio che ci ha portato al 25 aprile, a 80 anni di diritti e libertà , comporta anche doveri per mantenere la Repubblica. Grazie a chi ci ha consegnato Italia libera, Venezia non dimentica».
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