Veglia di preghiera per ricordare Ihab

NOALE. Una veglia di preghiera sarà tenuta domani alle 20 nella chiesa di Levada in memoria di Ihab Abou El Seoud, il diciottenne morto sabato sera in via Gattoeo, tamponato mortalmente da una diciannovenne di Trebaseleghe e lasciato a morire nel fossato dall’investitrice che è scappata costituendosi solo la mattina dopo. La famiglia El Seoud desidera in questo modo andare incontro ai tanti amici del ragazzo che chiedono di riunirsi per potergli dare un ultimo saluto. Inizialmente l’idea era di ritrovarsi in obitorio a Camposampiero, ma per la massiccia presenza prevista il luogo non è stato ritenuto idoneo. La proposta di poter dare la possibilità a tutti di potersi comunque riunire per ricordare Ihab è stata avanzata da don Tiziano, il parroco, che si è offerto di aprire la chiesa. «E come famiglia l’abbiamo accolta», dichiara il padre di Ihab, che ha incontrato il sacerdote anche ieri. Sarwat Abou El Seoud ha anche deciso, insieme alla moglie Laila, di seppellire Ihab nel cimitero mussulmano di Padova anziché portarla in Tunisia, il paese della madre. «Quando verrà rilasciato il nulla osta, faremo una piccola cerimonia religiosa in quel camposanto», dichiara El Seoud, «abbiamo optato per la sepoltura qui perché così lo avremo almeno vicino e potremo andarlo a trovare». L’iter va avanti. Si dovrebbe eseguire oggi l’esame autoptico sulla salma del diciottenne; il pm Luisa Rossi ha infatti conferito l’incarico al proprio consulente, Guido Viel. Il 10 aprile verrà invece verificata la dinamica e il pm ha già nominato come proprio consulente l’ingegner Fais.
Un altro aspetto della drammatica morte di Ihab, studente all’Enaip di Noale, riguarda la via dov’è avvenuto l’incidente, via Gattoeo. Sul web è spuntata una proposta: «Visto quello che è successo sul Gatoeo possiamo fare una petizione perché vengano messe queste benedette luci in quella strada? È una vita che è rotta, buia, senza un minimo di visibilità. E le macchine corrono un sacco. Dobbiamo sempre aspettare che muoia qualcuno per far qualcosa?», dice N.F. La proposta è stata ritenuta ottima dai più, anche se qualcuno pensa che luci non risolvano il problema della velocità eccessiva delle auto, per la quale servirebbero dei dossi, né il rischio della percorrenza in bicicletta. Ci vorrebbero, insomma, anche una pista ciclabile e l’allargamento della sede stradale. «Intanto cominciamo col mettere le luci» è la replica di I. F., «visto che si tratta di una strada di due Comuni, ci starebbe bene una pista ciclabile, così ci sarebbe anche la luce», è il commento di A.S.
Giusy Andreoli
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