Le famiglie non pagano: a Chioggia stop alla mensa per 14 bambini
Linea dura nelle scuole d’infanzia e nelle primarie, nei confronti di chi non sana i debiti al Comune. L’assessore: «Siamo venuti incontro a chi aveva problemi»

Stop alla mensa scolastica per i figli di famiglie morose da lungo tempo. Dallo scorso lunedì 14 alunni di scuole dell’infanzia e primarie non possono più usufruire del servizio di refezione, in attesa che le famiglie, più volte sollecitate, provvedano a sanare la posizione debitoria. Lo stop non riguarda i casi di morosità per difficoltà documentate che sono stati presi in carico dai Servizi sociali.
La decisione è stata presa dalla giunta nei giorni scorsi, generando non poche polemiche, prendendo atto di un buco di 40.000 euro, non più sostenibile, con debiti singoli anche di 680 euro. «A inizio anno scolastico abbiamo attivato una verifica assieme a Euro Ristorazione per avere contezza di quanti risultavano morosi del buono pasto», spiega l’assessore all’Istruzione, Sandro Marangon, «abbiamo provveduto a contattare sia telefonicamente che via mail e successivamente con comunicazione raccomandata gli utenti con situazioni di morosità superiori ai 200 euro. Alcuni gradualmente hanno versato il dovuto. Chiaramente tutti i soggetti in difficoltà sono stati presi in gestione dai Servizi sociali, mentre altri hanno chiesto una dilazione del debito».
L’emergenza però non è rientrata e la giunta ha deciso di procedere con la linea dura. «Lunedì scorso, dopo numerosi solleciti», spiega Marangon, «abbiamo provveduto alla sospensione della mensa per 14 ragazzi (su 1400 che giornalmente utilizzano la ristorazione ndr) i cui genitori non avevano provveduto a chiudere il debito. Alcuni negli ultimi due giorni, dopo lo stop, hanno versato ulteriormente il dovuto per cui a oggi la sospensione mensa è scesa a 9 ragazzi».
Non ci siamo fermati e stiamo monitorando la situazione, cercando di ricontattare i morosi. Alcuni non rispondono, ma non demordiamo perché vogliamo risolvere la situazione in modo positivo. Sappiamo che la scelta assunta è difficile e dolorosa, ma era obbligata. Abbiamo morosità nel servizio scuolabus, nella Sad (assistenza domiciliare), negli affitti delle case Erp. Se vogliamo mantenere i servizi dobbiamo tenere sotto controllo i conti».
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