A San Donà è boom di matrimoni con rito civile: in dieci anni sono diventati il triplo di quelli religiosi
Nel 2025 solo 19 coppie hanno scelto la chiesa, nel 2015 erano state 48. Il sindaco Teso: «I concordatari sono drasticamente in diminuzione»

Matrimoni religiosi, il calo è costante negli ultimi dieci anni a San Donà di Piave. La città cresce e aumentano i residenti di anno in anno e le giovani coppie scelgono il rito civile.
Spesso sono cittadini stranieri, oppure arrivano da altri Comuni e province del Veneto. Si perdono i contatti con i propri territori di origine, le parrocchie, gli amici. E il risultato è che ci si sposa, se proprio si decide di compiere il grande passo, in Comune.
Da 48 matrimoni religiosi nel 2015 siamo scesi a soli 19 nel 2025. Quasi dimezzati. Mentre sono addirittura in aumento quelli con rito civile. Erano 52 e sono saliti ora a 68 nel 2025. Vedremo l’andamento quest’anno, ma questo pare essere il trend che si prospetta. Il fenomeno, all’interno delle realtà parrocchiali, non è certo sconosciuto.
Le coppie preferiscono spesso la convivenza oppure scelgono di unirsi in matrimoni davanti al primo cittadino, o un suo delegato, nella cornice del palazzo municipale, qualche volta in una villa o nel luogo in cui si celebra il rito civile.
«Quest’ultimo dato corrisponde anche ai dati sull’incremento della popolazione residente e dell’attrattività generale della città», riflette il sindaco di San Donà, Alberto Teso, «che ormai da anni è divenuta un vero e proprio polo di aggregazione per tutto il territorio. E l’attrazione arriva ben oltre i confini provinciali».
«Purtroppo», prosegue il primo cittadino, «sono drasticamente in diminuzione i matrimoni concordatari, ossia celebrati in chiesa e trascritti nel registri dello stato civile».
Quindi più gente viene a vivere a San Donà e se si sposa lo fa in Comune. Ormai siamo a oltre 42 mila abitanti e la richiesta di nuove residenze è in aumento. Si costruisce ancora tanto e la richieste di abitazioni, anche costose, non mancano tanto che imprese e costruttori stanno vivendo un periodo si estrema vivacità imprenditoriale».
Ragiona il sindaco, che allarga il tiro: «Parallelamente, cresce la domanda dei servizi, più che dei negozi, sintomo di una città che cresce nel numero di abitanti e le loro esigenze quotidiane. Se il commercio è in crisi, anche per l’aumento dei prezzi, non solo sono attività quali parrucchieri, estetiste, agenzie di viaggio, tintorie, che ancora lavorano bene nei centri abitati. I dati nazionali sono addirittura peggiori dei dati nel basso Piave in relazione ai matrimoni religiosi».
«Nel 2024 in Italia», conclude il primo cittadino, «sono stati celebrati 173. 272 matrimoni, il 5, 9% in meno rispetto al 2023. I matrimoni religiosi presentano un calo consistente rispetto all’anno precedente (-11, 4%), accentuando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo. In Italia sono state celebrate 29. 309 nozze con almeno uno sposo straniero (il 16, 9%del totale dei matrimoni), con un decremento dell’1, 4% rispetto al 2023».
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