Truffatrice in azione ma la vittima è più furba
Ancora un truffa ai danni di un’anziana, ma questa volta la vittima è stata più furba della ladra e questa se n’è andata portando via solo una manciata di monete di poco valore.
Martedì pomeriggio, poco dopo le 13.30, una signora ha chiamato il 113 per segnalare che l’anziana madre, che vive da sola a Chirignago, era appena rimasta vittima di un furto all’interno della propria abitazione. Gli agenti della volante, non appena giunti sul posto, apprendevano che poco prima, mentre la donna che ha 77 anni si trovava in giardino, era stata avvicinata da una signora, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, che parlava con accento meridionale, che riferiva di essere un’amica della figlia. Durante la conversazione, la donna chiedeva all’anziana di poter custodire nella sua abitazione alcuni preziosi dato che a casa propria erano presenti gli operai impegnati in alcuni lavori.
In particolare, la truffatrice chiedeva che i propri gioielli fossero custoditi nello stesso posto dove l’anziana teneva nascosti i propri preziosi di famiglia. Così facendo, l’anziana, che si era già insospettita per una richiesta così anomala, si è recata in un ripostiglio dove custodiva solo alcune monete in argento di modesto valore. Con un sotterfugio, la malfattrice riusciva quindi a distrarre l’anziana rubandole il contenitore con le monete, per poi allontanarsi in tutta fretta. La donna pensava di avere fatto il colpo, in realtà si è portata via monete che hanno un valore di poche centinaia di euro. Ricerche in zona, compiute da alcune volanti della questura, non portavano a nulla. La donna si è quindi recata in commissariato a Marghera dove ha denunciato il furto.
Anche in questo caso, come in precedenti occasioni, la polizia invita i cittadini a prestare la massima attenzione a chi si avvicina a persone sole, in età avanzata o con difficoltà psico-fisiche: spesso, con la scusa di fornire un aiuto disinteressato, o con altri raggiri (riferendosi a vecchi rapporti di amicizia o parentela), carpiscono le fiducia delle persone per poi derubarle di quanto in loro possesso. In casi come questi (o come quelli fino ad ora censiti dalla questura di Venezia), il consiglio è sempre quello di verificare chi si ha realmente di fronte, e rifiutare aiuti ed assistenza non richiesti. In ogni caso, chiamare il 113: la sola telefonata alla questura ha spesso il potere di far allontanare i malintenzionati. E comunque una volante verrà inviata per accertare con sicurezza quanto sta avvenendo.
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