Tre licenziamenti in 48 ore E si temono quelli collettivi
lo spettro
Fine del blocco dei licenziamenti per il settore metalmeccanico, ed ecco che saltano i primi posti di lavoro. Nelle ultime 48 ore, sono state tre le aziende ad aver avviato la procedura di licenziamento individuale per altrettanti dipendenti. Si tratta di realtà di piccole dimensioni, sotto i quindici lavoratori, con sede a Marghera, Salzano e Vigonovo.
«Per ora, le aziende coinvolte si contano sulle dita di una mano» spiega Ugo Agiollo, segretario generale della camera del lavoro per la Cgil. Ma l’attenzione dei sindacati è comunque alta. Soprattutto in vista di quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane, con il rischio di procedure collettive da parte di aziende in ginocchio dopo un anno e mezzo di pandemia.
«Abbiamo avuto le prime notizie di licenziamenti per giustificati motivi oggettivi» spiega Michele Valentini, segretario provinciale Fiom-Cgil, «al momento però non ci sono particolari preoccupazioni. Ora monitoreremo soprattutto quelle realtà aziendali medio piccole, dove non sempre c’è la presenza delle rappresentanze sindacali». Le tre aziende interessate dai primi licenziamenti, spiega il rappresentante dei metalmeccanici, non ne hanno voluto sapere di aprire la cassa integrazione senza contributi addizionali Inps prevista dal decreto Sostegni bis fino a fine anno. Decisione, questa, che ha fatto storcere la bocca ai sindacati. Ma, aggiunge Valentini, «ci preoccupano di più le procedure di licenziamenti collettivi che nelle prossime settimane rischiano di essere aperte dalle grandi aziende».
Il comparto che desta maggiori preoccupazioni è quello legato alla moda (calzaturiero e tessile), che conta nel Veneziano circa 12 mila impiegati. Se è vero che in questo caso il blocco è stato prorogato alla fine di ottobre, il timore ora è rivolto a quello che potrà succedere quando lo scudo normativo verrà abbassato. Si chiede una riforma degli ammortizzatori sociali e politiche attive per il reinserimento nel mercato per farsi trovare pronti quando la scure della crisi tornerà ad abbattersi sul mondo del lavoro. —
Eugenio Pendolini
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