Sottomarina, bagnanti cacciati: i dem pretendono chiarezza
Continua il dibattito sugli allontanamenti disposti dagli steward. ll Pd all'attacco: «Il Comune deve spiegare le regole concessionari»

La commissione consiliare di martedì scorso sul caos che si è scatenato questa estate lungo la battigia di Sottomarina, se non altro è servita a fare chiarezza sulle competenze, anche se poi, nei giorni successivi, si sono ripetuti quegli episodi già denunciati da molti bagnanti, cacciati in malo modo e, si è capito, senza titolo, da steward a libro paga degli stessi stabilimenti balneare.
Ma, una volta appurate le criticità di un regolamento che va sicuramente rivisto, oramai in proiezione della prossima stagione, ora è arrivato il momento di mettere mano a quella legge regionale 33, che ha generato molta confusione interpretativa.
Certo, l’assenza del sindaco Mauro Armelao e la scena muta del comandante della polizia locale, Luca Sattin, non hanno assolutamente agevolato un dialogo che avrebbe dovuto trovare punti comuni, come in effetti è stato, tra maggioranza e opposizione.
Barbara Penzo, consigliera comunale del Partito Democratico, firmataria della richiesta che ha originato la commissione assieme a Daniele Stecca, consigliere del Movimento 5 Stelle, prova a tracciare la strada da intraprendere.
«Sono contenta» commenta Penzo «che grazie alla commissione si sia sollevata e si sia potuto parlare in modo aperto della questione della battigia di Sottomarina. Sicuramente è stato un primo passo per fare chiarezza. Tuttavia, nonostante le spiegazioni emerse in commissione e le tante dichiarazioni che si continuano a leggere in questi giorni, il problema degli steward o improvvisati agenti di sicurezza che intimano alle persone di alzarsi dalla battigia, spesso con atteggiamenti scorretti, continua a verificarsi. Per questo motivo chiedo all’assessora De Perini e agli uffici competenti di inviare una comunicazione chiara ai concessionari, specificando che nel tratto di spiaggia, oltre i primi cinque metri dal mare di competenza della Capitaneria di Porto e fino alle cordicella che delimitano il confine degli stabilimenti balneari, che è di competenza dell’amministrazione comunale, possono intervenire solamente pubblici ufficiali in divisa della polizia locale e non certo gli steward che hanno solamente potere informativo e non possono obbligare le persone ad andarsene».
Tavolo interforze
Barbara Penzo lancia la proposta della costituzione di un tavolo interforze, dove stabilire definitamente chi fa cosa. «In questi giorni», prosegue la consigliera dem, «mi sono arrivati altri video che il problema persiste. Anche se la stagione è quasi conclusa, credo sia doveroso che una comunicazione ufficiale venga fatta subito».
«E rilancio una proposta che avevo già fatto in commissione, ovvero che si costituisca subito un tavolo intervento finalizzato a costruire una strategia di contrasto e prevenzione dell’abusivismo in spiaggia; un tavolo tecnico sulla valutazione delle normative in essere regionali e locali che riguardano l’utilizzo della battigia, per arrivare alla nuova stagione estiva 2026 con regole più chiare». Sulle competenze la Capitaneria di Porto è stata comunque chiara sul fatto che può intervenire solamente in caso di soccorso nel mare.
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