Tito Pinton ha deciso e riapre il Muretto «Ma solo per bere, rispetterò i divieti»

JESOLO
Pronti a tornare. La provocazione di Tito Pinton, gestore del Muretto, non si è fatta attendere dopo tante battaglie affrontate per il mondo della notte in questi mesi di chiusura forzata.
Ora è a Riccione, dove gestisce anche Musica e uno stabilimento balneare, reduce dal primo evento musicale con 2.700 persone a San Marino, altro Stato, è vero, con nessun contagio dopo i tracciamenti effettuati.
L’annuncio della riapertura del Muretto a Jesolo ha rotto il ghiaccio nel mondo della notte ancora piuttosto addormentato, o sedato, di Jesolo. «Non sfido certamente Roma», premette Pinton, «mica sono un pazzo, ho sempre rispettato, rispetto e sempre rispetterò le istituzioni, ma credo che oggi sia questione di mera sopravvivenza. Se ovunque si balla, soprattutto dove non si potrebbe, allora mi adeguerò alla realtà. Tavoli in pista, rinuncio al pubblico spettacolo e aprirò con la licenza sola somministrazione. Sarà “il Muretto Only Drink” e se poi ci sarà il ballo spontaneo avrò la stessa colpa dei bar delle spiagge delle piazze col liscio, delle sagre e via elencando».
Un commento che ha un accento polemico. L’estate scorsa il Muretto venne chiuso dopo la diffusione di un video in cui per alcuni minuti i giovani si erano ammassati davanti alla consolle in cui si era diretto il Dj Marco Carola. Dopo ore di controlli, si sono lasciati andare e hanno ballato vicini e senza mascherine. Pochi giorni dopo, la chiusura definitiva della discoteca di via Roma destra che non ha più riaperto. Ma altri video sono circolati di locali in cui si ballava e si balla senza particolari controlli o sanzioni.
Per questo i clienti affezionati del Muretto hanno protestato o si sono fatti beffe di misure severe annunciate finora. Il presidente del Silb Confcommercio, Franco Polato, ha condotto una determinata battaglia per il locali della notte, ma siamo rimasti finora alla fase della discussione. Il governo non h ancora dato il via libera. Eppure si potrebbe riaprire con i dovuti controlli.
Roberto Dal Cin, delegato al turismo di Confapi, è il più convinto della necessità di aprire: «I giovani ne hanno bisogno, non possono ancora attendere perché si stanno sfogando nel modo peggiore, tra feste abusive, caos nelle piazze, violenza, droga. Pinton ha organizzato un evento a San Marino con un protocollo severo, tamponi, vaccini, tracciamenti. Possiamo replicare quel modello e non ci saranno problemi. Le discoteche non possono essere le sole penalizzate con fatturato di 50 milioni e 3 mila addetti nella sola costa veneta». —
Giovanni Cagnassi
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia