Strage sull’A4 a Cessalto senza colpevoli

Salto di corsia del tir in autostrada: morirono sette persone, si va verso l’archiviazione
20080808 - CESSALTO - TREVISO - DIS - INCIDENTISTRADALI: STRAGE SULLA A4, 8 MORTI TRA FIAMME. Vigili del fuoco al lavoro sul luogo dell'incidente. Un'altra strage sulle strade delle vacanze. Sono otto le persone - non ancora identificate - che nel pomeriggio hanno perso la vita in un terribile incidente sulla A4 Venezia-Trieste, in Veneto, a causa del salto di carreggiata di un Tir. Subito dopo lo schianto, che ha coinvolto due camion e tre autovetture, e' scoppiato un incendio che ha avvolto i mezzi e non ha lasciato scampo agli occupanti. Almeno tre delle otto vittime sono rimaste carbonizzate. L'incidente e' avvenuto verso le 15, in direzione di Trieste, fra Cessalto e San Dona' di Piave (Venezia). L'autostrada e' stata chiusa in entrambi i sensi di marcia - poco fa e' stata riaperta una corsia verso Trieste -, ed e' stato caos anche per il traffico, in una giornata da bollino rosso per il secondo esodo di agosto. ANSA/DAVIDE BOLZONI/DRN
20080808 - CESSALTO - TREVISO - DIS - INCIDENTISTRADALI: STRAGE SULLA A4, 8 MORTI TRA FIAMME. Vigili del fuoco al lavoro sul luogo dell'incidente. Un'altra strage sulle strade delle vacanze. Sono otto le persone - non ancora identificate - che nel pomeriggio hanno perso la vita in un terribile incidente sulla A4 Venezia-Trieste, in Veneto, a causa del salto di carreggiata di un Tir. Subito dopo lo schianto, che ha coinvolto due camion e tre autovetture, e' scoppiato un incendio che ha avvolto i mezzi e non ha lasciato scampo agli occupanti. Almeno tre delle otto vittime sono rimaste carbonizzate. L'incidente e' avvenuto verso le 15, in direzione di Trieste, fra Cessalto e San Dona' di Piave (Venezia). L'autostrada e' stata chiusa in entrambi i sensi di marcia - poco fa e' stata riaperta una corsia verso Trieste -, ed e' stato caos anche per il traffico, in una giornata da bollino rosso per il secondo esodo di agosto. ANSA/DAVIDE BOLZONI/DRN

Sette morti. Quattro anni di indagini. Ora si va verso l’archiviazione, senza responsabili: quel terrificante schianto in autostrada, a Cessalto, non ha colpevoli. Una tragedia, e nessuno poteva fare qualcosa per evitarla.

Non è colpa del camion che è schizzato sulla corsia opposta. Non è colpa nemmeno del guardrail troppo “tenero”, e di conseguenza non è colpa della società autostradale, Autovie Venete nello specifico. Manca ancora l’ufficialità, ma potrebbe arrivare entro questa settimana: l’indagine sullo schianto in A4, avvenuto in data 8 agosto 2008, verrà chiusa con una richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero.

Era stato proprio il guardrail, unica barriera di separazione tra i due sensi di marcia dell’autostrada, a finire al centro di una guerra di perizie tra accusa e difesa. Troppo basso e fragile, secondo l’accusa. In regola, secondo i legali di Autovie Venete, e comunque nessun tipo di barriera, se non un muro altissimo, avrebbe potuto arrestare la corsa impazzita di quel camion che provocò l’inferno perdendo il controllo e finendo nella carreggiata opposta. Ora il pubblico ministero potrebbe essere spinto proprio da questo aspetto a decidere per l’archiviazione, nelle prossime ore.

Viaggiava a 55 chilometri orari il tir che l’8 agosto 2008, a Cessalto, ha sfondato il guardrail invadendo la corsia opposta e causando sette morti lungo l’autostrada A4: è quanto era emerso dalla perizia effettuata su richiesta del giudice. Tre periti, nella loro consulenza, avevano scritto che «la mancata protezione degli automobilisti è stata conseguenza del fatto che la barriera installata negli anni Sessanta non ha nemmeno lontanamente le caratteristiche della barriera che avrebbe dovuto essere installata. Il veicolo non avrebbe invaso la carreggiata opposta se nello spartitraffico vi fosse stata una barriera con classe di contenimento analoga a quella installata negli altri tratti della A/4».

Analisi che non era stata affatto condivisa dai legali di Autovie (gli avvocati Giuseppe Campeis, Giorgio Borean ed Emilio Terpin) che avevano contestato la perizia con ricostruzioni dinamiche tridimensionali dell’incidente (rappresentate su schermo in aula), al fine di evidenziare una serie di errori di calcolo, e di conseguenza di valutazione, tali da «inficiare le risultanze espresse nella perizia».

«È sbagliato il calcolo dell’energia sviluppata dal mezzo pesante e sbagliato quello dell’angolo di incidenza dell’impatto», avevano affermato i legali di Autovie. Nessun guard-rail avrebbe potuto evitare la strage: sarebbe servito un vero e proprio muro alto almeno due metri e mezzo e largo due, secondo Francesca la Torre, consulente della società autostradale.

Le accuse ad Autovie Venete (responsabile della sicurezza sulla Venezia-Trieste), a Iveco (per il funzionamento del tir) e alla ditta di autotrasporti “Bfc” di Tombolo (per la manutenzione del mezzo) erano di omicidio colposo plurimo. Le persone indagate erano dodici.

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