"Stanotte a Venezia" fa il boom di ascolti con il 25% di share: veneziani a caccia di errori

Grande successo di pubblico, ma su Facebook in tanti rilevano gli "scivoloni" disseminati nel corso della trasmissione: dal nome del progettista del ponte di Rialto alla storia della Serenissima
Alberto Angela in piazza San Marco
Alberto Angela in piazza San Marco

'Stanotte a Venezia', Alberto Angela racconta la città, e c'è anche Giancarlo Giannini

VENEZIA. Un italiano su quattro è rimasto incollato, martedì sera, davanti alla televisione per seguire il racconto che Alberto Angela ha fatto di Venezia: di notte, deserta di turisti. Bellissima e irreale. Forse, troppo irreale.

Grandissimo risultato di ascolto, nella prima serata  martedì 13 giugno, per "Stanotte a Venezia"  in onda su Rai1 - in 4K e in altissima definizione, realizzato con l’utilizzo di droni, elicotteri ed effetti visivi creati ad hoc -  che è stato visto da 4 milioni e 983mila spettatori, con uno share del 25%, dominando il prime time televisivo.

Alberto Angela in piazza San Marco
Alberto Angela in piazza San Marco

Successo di pubblico per un format divulgativo e una città tra i più amati, ma anche un accendersi del Web in diretta, con  centinaia di commenti di veneziani su Facebook  a sottolineare questo o quell'errore, disseminato qua e là nel lungo, pur affascinante racconto fatto dal Alberto Angela nel corso della trasmissione. 

Appunti storici e curiosità.  Indice puntato, ad esempio, contro il passaggio della trasmissione in cui si mette in relazione la grandezza della Serenissima nel Cinquecento  con la scoperta dell'America (quando invece gli storici pongono proprio nel 1509, con la sconfitta di Agnadello, l'inizio del declino della Repubblica).

Brivido polemico anche quando Angela spiega la forma "storta" della gondola, sostenendo  che altrimenti il gondoliere cadrebbe in acqua, quando la spiegazione è quella di   permettere di governarla con un remo (l'ingegno dei maestri d'ascia)

Lo scivolone su  "Andrea" Da Ponte proto progettista del Ponte di Rialto (che, invece, chiamava Antonio), il passaggio sulla camera oscura grazie alla quale Canaletto riusciva a rendere una perfetta "fotografia" di Venezia nei suoi dipinti, ma che nelle ricostruzioni in televisione rimanda immmagni dritte, invece di quelle (corrette) capovolte

E, ancora, il racconto del repentino passaggio di testimone da Torcello (primo floridissimo centro della laguna, in declino nell'anno Mille) a Venezia nel 1400, quasi la città fosse apparsa dal nulla.

"Stanotte a Venezia", la meraviglia raccontata da Alberto Angela

Come pure quello della fine della Serenissima nel 1797 nelle mani dell'Impero Austro-Ungarico, che, in realtà, nacque come realtà statale solo nel 1867: il doge Lodovico Manin  si dimise nel maggio del 1797 consegnando la città  nelle mani di Napoleone ed è quest'ultimo che la cedette, con il trattato di Campoformido, all'Impero austriaco, ma non ancora austro-ungarico.

Fino al Casanova con accento romano e alle donne tutte cortigiane, senza neppure un cenno a Elena Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo.

Il commento di Galatea Vaglio, insegnante, scrittrice e blogger
Il commento di Galatea Vaglio, insegnante, scrittrice e blogger

Una Venezia meravigliosa di notte, ma irreale, senza alcun accenno neppure di sfuggita a quel che accade alla luce del sole, con la città attraversata da decine di migliaia di turisti ogni giorno, grandi navi, traffico acqueo, posti letto che sbucano come funghi.

In ogni caso, una magia per gli occhi che è molto piaciuta - anche a molti veneziani, sia chiaro - grazie anche alle riprese in altissima definizione che "hanno fatto respirare la pietra d'Istria, entrando dentro le porosità" (come ha commentato lo stesso Alberto Angela nel prsentare il lavoro), lo sbirciare sotto i tetti di Palazzo Ducale a scoprire l'incredible intelaiatura che regge il soffito della sala del Maggir Consiglio, le ricostruzioni in 3D della basilica di San Marco, dell'Arsenale e di Palazzo Ducale. Il fascino dei restauri del ciclo di Sant'Orsola del Carpaccio alle Gallerie dell'Accademia, che solo per le telecamere "oscirate" di Alberto Angela hanno fatto uscire dal caveau il preziosissiomo disegno dell'Uomo di Vitruvio di Leonardo da Vinci, che può essere esposto solo per tre mesi ogni 3 anni, a 20 gradi e umidità costante.

Resta, indiscusso, il grandissimo risultato in termini di pubblico: «Un risultato formidabile - ha dichiarato Alberto Angela - Ad essere premiati sono Venezia, il nostro incredibile patrimonio e la Rai che ha saputo puntare sulla cultura in prima serata. È la cultura che ha vinto ieri. La nostra cultura. È la dimostrazione che se viene proposta nel modo giusto, consente di raggiungere grandi traguardi. Il mio pensiero va a tutti quelli che silenziosamente e tra mille difficoltà lavorano per la protezione e la valorizzazione dei nostri tesori su tutto il territorio. Il nostro passato è il nostro futuro».

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