Stadio Penzo, solo il Marassi è più antico: resterà una casa dello sport
Realizzato nel 1913, potrebbe ospitare il calcio femminile e alcune gare di atletica. Intanto il Venezia si è aggiudicato per un canone di mille euro al giorno il nuovo stadio che sarà completato nel 2027

Dopo più di un secolo, il calcio veneziano lascerà Sant’Elena per trasferirsi in terra ferma. Cerchiata sul calendario la data è quella del dicembre 2027 per quanto riguarda la fine dei lavori del Bosco dello Sport a Tessera, dove verranno ospitare le gare casalinghe del Venezia.
Tanti interrogativi, dunque, in merito al futuro dello stadio Penzo (aperto nel 1913), il secondo impianto più antico di Italia, più giovane solo del Ferraris di Genova.
Idee per il futuro
«Servirà trovare una soluzione adeguata, anche se non è facile» afferma Franco Vianello Moro, presidente del Club Alta Marea, «Si potrebbero ospitare le partite della squadra femminile; dopodichè, quando le curve non saranno necessarie, si potrà limitare l’impianto alla tribuna coperta e alla tribuna Solesin per farlo diventare una soluzione per l’atletica leggera. Questo non vorrebbe dire ricostruire la pista da sei corsie, ma poter promuovere altre attività, come i lanci o i salti».
Anche Paolo Poggi, storico ex attaccante del Venezia, riconosce che lo stadio nuovo possa rappresentare un’alternativa relativamente più comoda al Penzo, nonché un’alternativa più moderna.
«Si perderà sicuramente molto fascino» spiega, «Sarà una grande differenza rispetto a prima. Sul futuro del Penzo non so cosa auspicare, mi auguro solo di non vederlo con l’erba alta, come se fosse un prato qualsiasi. Spero venga trattato come un pezzo di storia, non solo della nostra città, ma anche del calcio italiano. Non ho la competenza per dire cosa si potrebbe fare, ma sono sicuro che non sarà facile. Qualsiasi dovrà essere la decisione finale, mi auguro che sia rivolto alla comunità».
Una tematica che sta molto a cuore non solo alla tifoseria lagunare, ma, più in generale, a tutta la cittadinanza. «Servirà avviare un percorso di confronto e dibattito su quello che sarà un effettivo utilizzo» spiega l’avvocato Nicolò Vian, segretario dell’associazione L’Unionista, «È importante mantenerlo come epicentro sportivo di Venezia, anche aprendo a quelle realtà che non sono prettamente calcistiche per attribuire al Penzo quella polisportività che c’era una volta».
La gestione dell’impianto a Sant’Elena, inaugurato nel 1913, rimarrà affidata fino al Venezia fino al 2030, quando sarà scaduto il contratto di concessione; solo dopo la futura amministrazione comunale dovrà decidere cosa farne.
«Intanto si dovrà capire se il club avrà intenzione di svolgere le partite nella stagione 2027/2028 o in quella successiva. Quando ero assessore allo sport, la mia idea era che il futuro del Penzo dovesse essere quello di diventare un centro sportivo» rivela l’ex vicesindaco Andrea Tomaello, «Sono previsti nuovi studentati, come quello alla Caserma Pepe al Lido, o quello rinnovato a San Francesco della Vigna. Studenti e cittadini veneziani devono avere un luogo dove fare sport».
Un campo da calcio, un progetto per una pista d’atletica ed eventualmente altre strutture, come un campo da tennis dietro le curve le proposte di Tomaello.
«Avevo tentato qualche aggancio con la federazione di atletica, per esempio. Tutti mi davano la disponibilità per ragionare su qualcosa del genere. Secondo me può essere un futuro dello stadio, un centro sportivo che viva sette giorni su sette, non solo due volte al mese come adesso» conclude. «Secondo me, comunque, le strutture nate per lo sport devono rimanere dedicate allo sport».
Il nuovo stadio
Se il cantiere, in corso, del nuovo stadio vale 94 milioni, il valore della gestione, affidata per i prossimi quarant’anni al Venezia Football Club, 18.500 posti nel Bosco dello Sport di Tessera, arriva a 121milioni di euro, di cui 33 milioni destinati a migliorie.
Unica partecipante, la società veneziana si è aggiudicata la gestione con un rialzo dell’1,47% del canone annuo di concessione che sale a 345 mila euro con una rivalutazione annuale calcolata sulla base del 75% dell’indice Istat dei prezzi di consumo.
Fanno circa mille euro al giorno di canone da versare al Comune. L’offerta prevede anche un aumento del 2, 5% di revenue share (la condivisione dei ricavi) che verrà corrisposto al Comune di Venezia. Nel piano finanziario di gestione la società ha stimato i costi di manodopera di gestione per i 40 anni in poco meno di 146 milioni di euro (3 milioni e 650 mila euro l’anno), oltre a quasi 6 milioni di interventi diretti.
«Venezia FC ora attende l’ultimo passo procedurale, la sottoscrizione dell’accordo di concessione. Una firma attesa entro 60 giorni. Nell’offerta tante le novità: spazio all’inclusività con la sperimentazione del calcio paralimpico e delle partite del poiwerchair, il calcio su carrozzine elettriche. Aumentano da 10 a 14 le girnate in cui lo stadio è utilizzabile dal Comune. E poi vengono assicurati spazi accessibili 365 giorni l’anno, compresi i servizi igienici. La società si fa carico anche di tutte le manutenzioni straordinarie. E poi un contributo extra alla Polizia locale per la gestione dei flussi veicolari nel Bosco dello Sport. Al Comune assicurati anche 20 biglietti per ogni evento disputato nell’impianto. Sarà il Venezia a farsi carico dei due maxischermi all'interno del campo da gioco, dei Led a bordocampo, degli allestimenti multimediali, dei sistemi di biglietteria ed ingresso. E si occuperà della realizzazione di ristoranti e negozi, il museo multimediale e lo store del Venezia. Previsti dentro lo stadio anche una palestra e un’area fitness, un centro medico e fisioterapico e sale polifunzionale per eventi e conferenze. Non solo sport, ovviamente. Lo stadio dovrà essere adattato anche per ospitare eventi e concerti capaci di ospitare fino a 20 mila persone. L’idea che ha ispirato lo studio Populous nelle fasi di progettazione è il movimento dell’onda, richiamato nel profilo. Il podio a mezzaluna che avvolge il volume principale ospiterà parcheggi e spazi di servizi. La cavea, sviluppata su tre lati – sud, est e nord – è stata progettata per garantire la massima visibilità da ogni punto. La tribuna ovest sarà dedicata alla ospitalità Vip mentre la galleria coperta che circonda il catino accoglierà servizi dedicati ai tifosi. La tifoseria ospite, invece, accederà attraverso appositi ingressi e uscite. —
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