Se i «vecchi» ritornano sul mercato
Gli arrestati hanno parentele e legami storici con la malavita

La droga sequestrata ai tre arrestati vicino a Forte Marghera
Tutto sembrava cambiato dopo l'accordo tra Maniero e lo Stato, il suo pentimento e le condanne dei suoi uomini. Tutto sta tornando come prima. Gli arresti di Fantinelli e Zennaro sono a testimoniarlo. Spazio ai magrebini e agli albanesi, ma solo fino a quando i vecchi non si rimettono sul mercato. E si stanno rimettendo alla grande. Venti chili sono tanti da piazzare se non hai un bel giro di pusher che funziona e che in pochi giorni ti vende tutta la «roba». Ma soprattutto devi avere i soldi, liquidi, per acquistare la droga. Difficile pensare di trovare chi fa credito su questo business, in particolare i «napoletani» che ora hanno il controllo, a livello nazionale del mercato del «fumo». I due arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo appartengono a due famiglie che, tra gli anni Ottanta e Novanta, sono state considerate importanti, dagli investigatori, in quel contesto di business borderline che a Venezia è il cosiddetto trasporto acqueo abusivo al Tronchetto. Il nome di Massimo Fantinelli porta a quello del fratello Paolo, pregiudicato, morto di malattia qualche mese fa. Pregiudicato per reati connessi allo spaccio. Ma, soprattutto, riporta alla memoria il fratello maggiore Giovanni, detto «Nane Cina». Toccato più volte dalle indagini sui motoscafisti abusivi è morto alcuni anni fa. Era considerato, dagli investigatori, un uomo di punta di quel business, spesso permeato da pericolose forme di illegalità. Evidenziate, due anni fa, da una sentenza storica del Tribunale di Venezia. Se Fantinelli riporta alla zona grigia del Trochetto e del trasporto abusivo, Davide Zennaro conduce subito alla vecchia malavita, se si può definirla tale, a legami tra la sua famiglia e il gruppo dei «mestrini», la banda che faceva parte della cosiddetta «mafia del Brenta» di Felice Maniero. Davide, detto Manuel, figlio di Roberto «Il quaiotto» e fratello di Maurizio «Icio». Il primo amico dei «mestrini», il secondo toccato da diverse indagini che lo vedono «conoscente» degli stessi malavitosi, Maurizio è il pregiudicato a cui, per uno sgarro, Alessandro Rizzi detto il «Doic» spara per ucciderlo, mentre sono in laguna su barche diverse. «Manuel» vuol dire condanne per traffico di droga, almeno stando alle due volte che è stato arrestato con la cocaina alla Malpensa e in Germania. Recentemente in centro storico in molti parlavano dei due e del fatto che avrebbero partecipato a dei pestaggi per una sorta di recupero crediti. Di certo i due erano in affari se sono stati arrestati con la droga. Ma chi dei due ha messo i soldi? O c'è qualcun altro dietro a loro? (c.m.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia
Leggi anche
Video








