Sculture in legno, pillole, sorrisi e maschere La bellezza di Venezia nei gesti quotidiani

Marija Markovic vive a Santa Marta, dopo essere stata per diversi anni alla Giudecca, Marija è una scultrice nata in Serbia e che ha scelto Venezia quando si è trattato di studiare all’Accademia delle Belle Arti. Arrivata in laguna ha scelto di rimanerci per vivere: «qui si vive bene, si socializza facilmente e la gente non è indifferente». Aveva provato anche a frequentare l’Accademia di Belgrado, sua città, ma lì è difficile entrare e alla fine ha optato per Venezia. Finiti gli studi, quando doveva tradurre in un lavoro la passione artistica, assieme a due colleghi cinesi di Accademia ha fondato l’associazione culturale “Atelier 3+10”. Preso in affitto uno spazio in un capannone ora ospitano giovani artisti che attraverso un bando si possono aggiudicare una sorta di residenza. E poi preparano i ragazzi che intendono iscriversi alle Belle Arti. La passione per l’arte l’ha ereditata dal padre e dal nonno, il primo ama dipingere, il secondo adorava la fotografia. Nel tempo Marija si è cimentata con diverse materie, Alla fine, anche se nel cuore ha il marmo, ha scelto scolpire il legno. In particolare il tiglio è il suo legno. «È un legno abbastanza duro e omogeneo nel colore e nella fibra». Per affinare la sua tecnica è rimasta due anni a Ortisei dove ha imparato ad amare le opere di Adolf Vallazza. È abilissima a manovrare la motosega che usa per sgrossare le sculture. «Purtroppo non riesco a lavorare il marmo, Infatti ci vuole spazio e un luogo dove il rumore di scalpello e attrezzi vari non disturbi la gente. Tutto è troppo difficoltoso, basti pensare al solo peso del materiale. Per ora continuo con il legno». —
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