Scorzè, trovato morto vicino alla sua bicicletta

Nessun segno di violenza sul corpo di Enrico Giacetti, architetto di 46 anni. L’autopsia dovrà stabilire le cause del decesso

SCORZE'. Lo hanno trovato riverso a terra, già morto: al suo fianco l’inseparabile bicicletta. Cosa sia successo nella notte tra mercoledì e ieri, attorno all’una in pieno centro a Scorzè, sarà l’autopsia a stabilirlo. Ma quando sono giunti i soccorsi, per Enrico Giacetti, architetto 46enne di Noale, non c’erano più speranze. È stato vittima di un malore o di un veicolo pirata? Di certo, non ci sono segni di violenza sul suo corpo e non ci sarebbe stata alcuna aggressione. Al momento, le indagini non escludono alcuna ipotesi e tutto è in mano al magistrato. Eventuali testimoni potrebbero essere d’aiuto agli inquirenti.

Da una prima ricostruzione, Giacetti stava rientrando a casa, in via Mestrina a Noale dove abitava con la mamma Maria, dopo essere stato a cena con amici. Amava molto andare sulle due ruote, le preferiva alla macchina. Quand’era in via Cercariolo, all’altezza del civico 20, alcuni passanti hanno visto riverso l’uomo e hanno chiamato il pronto soccorso di Mirano e i carabinieri della locale stazione.

Hanno provato in tutti i modi a rianimarlo ma, attorno all’una, si è accertato il decesso. «Era sano come un pesce, non aveva alcuna particolare patologia» dice il fratello Andrea «ma sappiamo poco. È stata una brutta botta». Giacetti era uno stimato architetto d’interni ma adorava creare anche collanine, quadri e altri oggetti da portare ai mercatini.

Originario di Noale, era molto conosciuto a Robegano perché non solo vi aveva frequentato le scuole ma si era creato la classica cerchia di amici. Dopo il diploma di geometra, si era iscritto allo Iuav di Venezia, laureandosi. Per un certo periodo ha pure abitato a Treviso, prima di ritornare nella sua Noale. Proprio in questo comune, a Moniego, i suoi fratelli avevano messo in piedi una società edile, la Euroedil.

Avrebbe compiuto 47 anni a fine mese; era una persona molto gioviale, amante dello stare in compagnia, del sano divertimento. Aveva il suo gruppo di amici, anche se poi con qualcuno si era perso di vista. Nel suo lavoro era molto stimato e conosciuto. Girava per i cantieri, con la solita professionalità e precisione che la sua attività richiedeva. Oltre alla mamma Maria e Andrea, lascia anche gli altri fratelli Flavio, Stefano, Gianluca e la sorella Monica. Anche il papà Luciano era molto conosciuto ma è mancato a dicembre 2017. Ancora da stabilire la data del funerale che, a questo punto, sarà la prossima settimana in attesa di fare l’autopsia. —


 

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