Butta giù dalle scale e prende a morsi le figlie

Pensionato di Scorzè accusato di aver minacciato e insultato anche l’anziana madre: patteggiamento di un anno e otto mesi

Eugenio Pendolini
Violenze e percosse a Scorzè
Violenze e percosse a Scorzè

I rapporti con le figlie erano ormai incrinati da tempo. Al punto che alle minacce erano seguite le offese prima, e le percosse poi. Tanto da lanciare contro la più piccola dei suppellettili e da colpirla con pugni e schiaffi; mentre nei confronti dell’altra, la più grande, si era spinto addirittura in un’occasione a morderle una mano e a spingerla per le scale. Una situazione insostenibile per le due ragazze e per la madre dell’uomo, anche lei vittima delle sue minacce.

Si è così chiusa ieri davanti alla giudice per le indagini preliminari Benedetta Vitolo una storia di violenza in famiglia che vedeva a processo un pensionato, residente nel comune di Scorzè. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Marcelli, era accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Il procedimento si è chiuso con il patteggiamento a un anno e otto mesi, a cui la gip Vitolo ha dato il via libera dopo l’accordo raggiunto tra la difesa e il pubblico ministero, Stefano Strino.

I fatti risalgono all’autunno dell’anno scorso e vedono coinvolta anche l’anziana madre del pensionato, entrambi residenti sotto lo stesso tetto. L’uomo infatti, molto probabilmente in balia degli effetti dell’alcol, tra settembre e ottobre aveva iniziato a maltrattare l’anziana inveendo contro di lei e offendendola: «Sei vecchia, devi morire», questo il tenore di alcune delle frasi a lei rivolte, accompagnate in un caso specifico addirittura dalla minaccia con un bastone.

Nello stesso periodo, però, era ormai deflagrato anche il rapporto con entrambe le figlie, rispettivamente di 35 e 32 anni. In un’occasione, la più piccola era stata colpita con delle percosse condite dalle consuete minacce di morte e con un aggressione fisica consistita nel lancio di alcun oggetti domestici, oltre che da pugni e schiaffi che erano costate alla ragazza alcune lesioni e contusioni al volto e agli arti superiori, guaribili in cinque giorni di prognosi. Un trattamento tutto sommato simile a quello riservato anche alla figlia più grande.

Nel culmine della tensione tra i due, per come ricostruito nel capo d’imputazione, il padre l’aveva addirittura morsa ad una mano e l’aveva poi spinta giù dalle scale provocandole delle ferite guaribili in pochi giorni. Ce n’era quanto bastava, insomma, per una denuncia alle autorità da cui era scaturito il divieto di avvicinamento alle figlie. Ieri, appena cinque mesi dopo i fatti e in seguito alle indagini condotte dalla Procura di Venezia, il procedimento si è concluso con il patteggiamento. —

 

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