Aggrediscono dei poliziotti: arrestate due sorelle di Burano
Parapiglia a Santa Maria Elisabetta dopo la segnalazione di un esercente per una zuffa avvenuta in un locale. Le due hanno reagito dopo il controllo

Stavano cercando i responsabili di un’aggressione avvenuta in un locale del centro. Poi, quando gli agenti della polizia di Stato hanno fermato il gruppetto di quattro ragazzi all’imbarcadero di Santa Maria Elisabetta, ne è nato un parapiglia culminato in un’aggressione da parte di due sorelle residenti a Burano, di 21 e 22 anni, arrestate per resistenza a pubblico ufficiale. Un martedì notte particolarmente turbolento all’imbarcadero dell’Actv al Lido di Venezia, dove intorno all’una sono scattate le manette ai polsi delle due giovanissime ragazze al termine di una vera e propria colluttazione.
Gli agenti della polizia di Stato erano arrivati nei pressi del terminal del trasporto pubblico dopo una segnalazione da parte del titolare di un locale in Gran Viale che aveva deciso di chiamare le forze dell’ordine in seguito alla denuncia di un’aggressione ai suoi danni avvenuta all’interno del bar.
Così, nel giro di pochi minuti, sul posto arriva una volante della polizia di Stato alla ricerca dei giovani indicati come presunti responsabili della zuffa nel locale. Complici anche le giornate di festività pasquali e l’inizio della primavera, sono molte le attività del Lido che si stanno preparando alla stagione estiva e che in questi giorni hanno iniziato a riaprire, aumentando quindi il via vai nelle zone centrali dell’isola.
Così, gli agenti iniziano a monitorare l’area compresa tra l’inizio del Gran Viale e il terminal di Santa Maria Elisabetta. Ed è qui, nei pressi degli imbarcaderi, che avvistano il gruppetto composto da quattro persone: due ragazzi e due ragazze. I primi due vengono avvicinati, a loro vengono chieste informazioni sui movimenti compiuti nell’ultima ora. In quel frangente, le due ragazze fanno per allontanarsi. Gli agenti le fermano. È a quel punto che scoppia il putiferio.
Prima un botta e risposta verbale, condito con offese, poi addirittura qualche strattone. Il tutto mentre i due ragazzi che erano in loro compagnia si dileguano, facendo perdere le loro tracce.
Nel frattempo però la lite deflagra, sfociando in vera e propria aggressione. Al punto che uno degli agenti (che poi riporterà delle escoriazioni e una prognosi di tre giorni) si vede costretto ad estrarre ed utilizzare lo spray al peperoncino.
A quel punto, le due ragazze (una delle quali con alcuni precedenti) vengono arrestate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale (ma non per l’aggressione avvenuta nel locale). Ieri, difese dall’avvocato Alberto Zannier, sono comparse davanti al tribunale di Venezia per il processo per direttissima, per rispondere all’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Nei loro confronti, il pubblico ministero Giorgio Gava aveva chiesto l’obbligo di firma.
Il tribunale, dal canto suo, ha invece convalidato l’arresto senza disporre alcuna misura cautelare. Sono stati concessi i termini a difesa e l’udienza è stata rinviata ai prossimi mesi.
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