Scontro sui rimborsi ai poveri

Protesta alla Casa dell'Ospitalità: «Ci portano via il 25%». Il presidente: «Solo cautela»
Il presidente Giovanni Benzoni
Il presidente Giovanni Benzoni
 Una trattenuta del 25% a titolo di prestito sui compensi per le prestazioni fornite dagli ospiti della Casa dell'Ospitalità di via Spalti, che accoglie 160 persone senza fissa dimora. «Ci devono restituire il maltolto», dicono alcuni ospiti. Il presidente del Cda Giovanni Benzoni replica: «E' una scelta presa per non pregiudicare il futuro della struttura». «Da quando in qua i prestiti non si chiedono ma si impongono?» ribattono gli ospiti in una lettera. Contestano che il cda della fondazione «abbia deciso di trattenersi il 25% sui già miseri compensi che vengono concessi a chi di noi svolge alcuni servizi». Interessati sono uomini e donne, ci viene spiegato, che per 40-50 euro al giorno prestano la loro opera all'interno della struttura, coprendo i turni in cui non sono presenti gli operatori e occupandosi di pulizie, servizi di cucina, accoglienza, del noleggio bici cittadino. In cambio ottengono un rimborso, pochi euro rispetto a quanto verrebbe pagato normalmente un lavoro. «Tra le varie mansioni la più remunerata è quella del cuoco - si legge nel volantino - che guadagna l'esorbitante somma di 12 euro. 1.50 euro l'ora. E' quindi e non ci stancheremo di ripeterlo, una vergogna che la fondazione per far cassa con facilità e spregiudicatezza si rivolga ai più deboli, disagiati e ricattabili che contano su questi pochi miseri euro per arrivare a fine mese con un minimo di dignità». Il comitato degli ospiti chiede che il Comune intervenga per «restituire il maltolto». La novità è stata comunicata agli ospiti il 31 gennaio nell'assemblea di presentazione del nuovo direttore. Andrea Gabrielli prenderà servizio dal 1 marzo, sostituendo il fondatore Nerio Comisso. Un cambio avvenuto tra le polemiche. Il presidente Benzoni replica e spiega che la scelta è motivata dal momento delicato. Per il 2011 e 2012 dal Comune dovrebbero essere garantiti 704 mila euro per il sostentamento della struttura ma visti i tagli al bilancio comunale si temono riduzioni: «quando ho analizzato il computo delle ore fornite dagli ospiti pari a 6.200 euro abbiamo deciso di star attenti e di non agire pregiudicando il futuro e si è deciso di mettere a credito quel 25%. Sono soldi accantonati secondo un principio di corresponsabilità. Perché nella Casa gli ospiti sono coinvolti nella gestione e questo permette di quadrare i conti e noi da anni puntiamo sul miglioramento della qualità della vita. Spero che il messaggio venga recepito, in assemblea mi sembrava ci fosse accordo. E ricordo che il nostro Cda è tra i pochi che non prevede compensi».  

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