Sblocca Italia, i primi effetti su Venezia

Grandi opere: dalla Orte-Mestre al metrò regionale passando per i cantieri nei Comuni. Canta vittoria il Comitato passi carrai
Di Mitia Chiarin

Non ci sono solo le grandi opere, dalla contestata autostrada Orte-Mestre (finanziata per 10 miliardi e mezzo ma contro la quale si stanno mobilitando ora i parlamentari cinquestelle con una petizione nazionale per chiedere il ritiro del progetto e l’uso dei fondi per sistemare la viabilità esistente) ai cantieri dell’alta velocità ferroviaria tra Venezia e Milano. Nel decreto Sblocca Italia entrano, come noto, interventi infrastrutturali all’aeroporto Marco Polo di Tessera (valore da stime 360 milioni di euro) o il sistema del metrò regionale (Sfmr) per il completamento del collegamento ferroviario tra Mestre e Venezia con Padova, Castelfranco e Bassano. I fondi, qui, non sono messi nero su bianco e verranno dal fondo revoche. Nell’elenco del governo c’è pure la terza corsia dell’autostrada Trieste-Venezia, i cui cantieri sono già in corso.

Sull’immediato gli effetti della manovra del governo Renzi passata al Senato, a colpi di fiducia, si vedono, poco, sui Comuni veneziani ma occorre leggere bene tra le pieghe del provvedimento che tocca tanti temi centrali per Venezia: dalla banda larga, alle bonifiche, dagli interventi sull’edilizia al sostegno ad enti e privati.

Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano e portavoce dell’Anci (Associazione dei Comuni del Veneto) conferma lo sblocco di alcuni cantieri per i Comuni di Portogruaro, Annone Veneto, e appunto, Mirano. Quanto valgono? Per Portogruaro 4 sottopassi (5 milioni e 600 mila euro). Ad Annone Veneto 155 mila euro per sistemare un incrocio pericoloso sulla Sp61 e a Mirano 265 mila euro per l’illuminazione di un impianto sportivo. «Certo siamo pochi Comuni ma siamo quelli che avevano lavori immediatamente cantierabili e che hanno subito risposto alla lettera del presidente del consiglio del giugno scorso. Grazie anche agli uffici siamo riusciti a muoverci in fretta e ottenere il risultato», dice. Venezia ottiene subito qualcosa: i quindici progetti definitivi approvati in giunta dal commissario Zappalorto, valore 1 milione e 400 mila euro, e finanziati dalle sanzioni al Codice della strada, sono “figli”delle facilitazioni del decreto Sblocca Italia, spiega il direttore generale Marco Agostini. La lista comprende i lavori su Rampa Rizzardi (100 mila euro), la riasfaltatura di via Trieste, da via Miranese a via del Parroco (90mila euro), la minima messa in sicurezza delle vie Ca' Lin, Gatta, Ponte nuovo (80mila euro), la asfaltatura di via Miranese e di via Castellana (100mila euro), di via Forte Marghera, da via Pepe a viale Ancona (100mila euro), interventi di asfaltatura e messa in sicurezza a Mestre Centro (92.490 euro), la riasfaltatura di tratti di via Triestina a Tessera e a Favaro, zona innesto Vallenari (60mila euro), di via Gobbi a Campalto (70mila euro), di via Altinia a Favaro (100mila euro), messa in sicurezza di strade minori (70mila euro), del Pip di Ca’ Emiliani (100mila euro), di via dell’Avena (100mila euro), di via Gozzoli con la realizzazione della fermata del bus di via Visinoni (50mila euro), manutenzione diffusa delle pavimentazioni in porfido e pietra della Municipalità di Mestre Carpenedo (80mila euro), completamento dei lavori di messa in sicurezza dello svincolo tra via Martiri della Libertà e via Porto di Cavergnago (90mila euro).

Cantano vittoria anche i circa 1.500 cittadini veneti, molti i veneziani, del comitato che da anni si batte contro i canoni di Anas per gli accessi alle strade di competenza, lievitati negli anni del 8 mila per mille.

Un articolo, il 16 bis, introduce una nuova disciplina per gli accessi sulle strade affidate in gestione ad Anas. «Ci siamo battuti molto con la collega Miotto», spiega il deputato Pd Diego Zardin. «La norma approvata elimina i canoni a partire dall'1 gennaio 2015. Per i canoni maturati e non pagati viene eliminato ogni contenzioso mediante pagamento del 30% di quanto maturato, o del 60% qualora si intenda ricorrere alla rateazione fino a nove rate annuali». Entro il 28 febbraio 2015 Anas chiederà a tutti i titolari degli accessi esistenti di chiudere il contenzioso in atto entro due mesi. Per il futuro é previsto il pagamento di una somma una tantum all'atto del rilascio della autorizzazione .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia