Sarà battaglia al Riesame presentate nove istanze

PORDENONE
Martedì prossimo sarà battaglia al Riesame di Trieste, chiamato a pronunciarsi sulle nove istanze depositate dalle difese degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e alla raccolta abusiva dei risparmi. Non tutti gli indagati, però, hanno scelto questa strategia. C’è chi ha preferito chiedere direttamente la revoca della misura cautelare al gip e chi, invece, ha voluto rendere interrogatorio in Procura per chiarire tutto.
I primi ricorsi al tribunale del riesame sono già stati fissati. Il 2 ottobre è pronto a dare battaglia il trader portogruarese Fabio Gaiatto, in carcere dallo scorso 11 settembre, ritenuto dagli inquirenti la mente dell’associazione per delinquere (avvocati Luca Ponti e Loris Tosi). Si discuterà anche la posizione della compagna di Gaiatto Najima Romani, 31 anni, originaria di Lignano e attualmente agli arresti domiciliari nella villa sotto sequestro a Portovecchio (avvocato Maurizio Miculan).
La donna viene indicata sul sito web di Venice forex investment come la «responsabile segreteria» e risulta agli inquirenti come l’amministratrice della società croata Studio holding doo titolare del compendio immobiliare da 3,7 milioni di euro sequestrato dalla Finanza.
Ha fatto ricorso al riesame anche Massimiliano Vignaduzzo, 46 anni, residente a San Michele al Tagliamento, agli arresti domiciliari, ritenuto dagli inquirenti uno dei procacciatori di clienti di Gaiatto (avvocato Francesco Murgia). Il maestro di tango di Muggia Ubaldo Sincovich, 65 anni, in obbligo di dimora, non ha chiesto al gip la revoca della misura. Il suo legale Claudio Vergine ha preferito optare direttamente per il tribunale del riesame. Il legale di Sincovich, peraltro, ha sottolineato la totale estraneità del suo assistito alle ipotesi di reato contestate: anzi, lui stesso si ritiene vittima della truffa, visto che lui e i suoi familiari hanno perso circa 60 mila euro nell’affare Forex. Marco Zussino, quadro in un’azienda del Monfalconese, 51 anni, difeso dall’avvocato Elisabetta Zuliani, ha ottenuto un’ora dopo il deposito della sua istanza di revoca l’obbligo di firma per tre volte alla settimana al posto dell’obbligo di dimora e ora conta di poter esssere liberato dal riesame. Anche lui, infatti, si dichiara semplice cliente e non procacciatore.
Attendono la notifica dal Riesame (ma molto probabilmente i casi saranno discussi nella medesima udienza) Andrea Zaggia, Luca Gasparotto (avvocato Chiara Maltese), Massimiliano Franzin (avvocato Remo Lot), al quale è già stato concesso l’obbligo di firma. Le difese sono certe di poter dimostrare la loro estraneità.
Tre indagati sono stati già liberati dal gip e altri tre hanno scelto la via dell’interrogatorio dinanzi ai pm per poter uscire a testa alta dall’inchiesta. È il caso del ragioniere palmarino Massimo Osso, in obbligo di firma. Il suo legale di fiducia, Piergiorgio Sovernigo di Padova, sta redigendo una corposa memoria ed è pronto a chiedere l’interrogatorio in Procura.
L’ipotesi del riesame non è stata nemmeno considerata. «Noi puntiamo all’archiviazione: siamo fiduciosi e tranquilli. Osso è del tutto estraneo alla vicenda e siamo in grado di dimostrarlo», ha sottolineato Sorvenigo, aggiungendo che il suo assistito non era affatto «un procacciatore», ma è stato un cliente di Gaiatto e si è limitato a raccontare i suoi investimenti alla cerchia più intima di amici e familiari. —
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