Mestre, in cinquecento senza acqua calda: protesta il condominio della Cita

Da una settimana il condominio ha il gas staccato dopo il cambio dei vecchi contatori. La testimonianza: «Per lavarsi e fare la barba occorre scaldare l’acqua con la pentolina sul fuoco»

Mitia Chiarin
I palazzi di via Longhena
I palazzi di via Longhena

«Per lavarsi e fare la barba occorre scaldare l’acqua con la pentolina sul fuoco, perché da praticamente una settimana tutto il condominio è senza acqua calda. Stanno, a quanto pare, sostituendo i contatori del gas. Ma nessuno sa niente e l’amministratore non è stato manco informato. Infatti, lui ha affisso cartelli per spiegare di non sapere nulla di questa vicenda».

Bruno Polesel è uno degli abitanti del grande condominio Andromeda di via Longhena alla Cita di Marghera, un vasto complesso di case (un tempo proprietà dell’Inpdap, l’ex ente di previdenza dei dipendenti pubblici) che si ritrovano da una settimana quasi senza acqua calda in casa. Per cucinare, dice, non ci sono problemi perché l’allacciamento è con Enel. Manca l’acqua calda per lavarsi.

Il conto del disagio lo fa sul gruppo “Noi della Cita”, su Facebook, un altro residente Maurizio Borino. «Siamo in ostaggio della burocrazia. Da una settimana tutto il condominio Andromeda, al quartiere Cita dove ci sono 200 appartamenti, circa 500 persone tra cui anziani, disabili, bambini, sono senza gas che alimenta le le quattro centrali termiche, necessario per riscaldare l'acqua a tutto il condominio. Tutto questo per la sostituzione dei contatori del gas da parte di Italgas».

La burocrazia c’entra perché manca una documentazione che attesti la sicurezza degli impianti interni del condominio, ci viene spiegato da Italgas.

La notizia ha messo subito in allarme la Municipalità di Marghera. Protesta il consigliere Dario Giglio: «Non è un disservizio, è una vergogna». Oggi il presidente della Municipalità, Teodoro Marolo, cercherà di parlare con Italgas. «Sono stato messo in allarme dall’amministratore del condominio ed ho prontamente informato la segreteria del sindaco. Di domenica si può fare poco ma oggi mi metto subito al lavoro per contattare Italgas e capire cosa sta succedendo. I disagi in via Longhena sono evidenti: ci sono tanti residenti, ci sono persone anziane, bambini, e persone con disabilità».

In via Longhena Polesel allarga le braccia. «Non so cosa sia successo. Se c’è, per esempio, un problema con i vicini cantieri di Italgas in via Paolucci per la sostituzione delle condutture. A noi residenti nessuno ha spiegato nulla e siamo nel disagio».

Una spiegazione ci arriva però dall’ufficio stampa di Italgas.

La sostituzione dei contatori è avvenuta mercoledì scorso, terminata con successo. Ma manca un documento, fondamentale, per riattivare l’erogazione del gas nelle caldaie del condominio. Dalla azienda spiegano: «La mancata riattivazione è dovuta al fatto che il condominio non ha prodotto un documento, la delibera 40, che attesta la sicurezza degli impianti interni e che è obbligatorio per legge. In assenza di questo documento, non possiamo fare nulla. Il condominio si dovrebbe rivolgersi ad un tecnico idraulico di fiducia per ottenerlo. Quello che l’azienda poteva fare è stato fatto», dicono dall’azienda con sede centrale a Torino. Insomma, la burocrazia c’entra eccome.

 

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