San Marco, un vertice a tre per salvare i masegni rotti

Masegni maltrattati. Degrado che non si ferma. Più evidente in questi giorni in cui la Piazza è deserta. Senza i milioni di turisti che la calpestano ogni anno. Emergenza per troppo tempo ignorata. Dopo la denuncia lanciata dalla Nuova , il sindaco Luigi Brugnaro ha voluto verificare di persona lo stato della pavimentazione. Accompagnato dai tecnici comunali ha compiuto un lungo sopralluogo e chiesto interventi urgenti. La competenza sulla Piazza è del Provveditorato alle Opere pubbliche. Che ha annunciato per i prossimi giorni una riunione per firmare un primo Accordo di programma sulla manutenzione di San Marco. Ne faranno parte Provveditorato, Comune e Procuratoria, interessata alla difesa della Basilica.
Si tratta di sbloccare gli interventi per la difesa dell’area marciana. Che va sott’acqua anche due volte al giorno nella stagione delle acque alte. Quote dove il Mose non entra in funzione. Ma anche di avviare una delicata opera di ripristino della trachite danneggiata e della pietra d’Istria spezzata. Operazioni non facili, perché i materiali originari ormai sono introvabili. E in Piazza non si possono certo usare materiali come cemento o similtrachite. Oppure marmo di scarsa qualità al posto della preziosa pietra d’Istria.
«E’ una priorità, bisogna intervenire». dice il sindaco, «noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ma lo Stato si deve muovere». Oltre al restauro ci sono anche da stabilire nuove regole per l’occupazione del suolo pubblico. In qualche caso i buchi sono opera di esercenti che da anni hanno la licenza per il plateatico. Invece di fare i buchi sulle pietre, tende e tavoli dovranno essere installati su appoggi particolari. —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








