San Donà, polemica per le nuove campane: «Suono troppo forte»

A San Donà di Piave scoppia la polemica. Non solo il volume delle nuove campane, ma anche gli orari di installazione e suonata: «Suonano troppe volte»

Giovanni Cagnassi

Per chi suonano le campane? Di certo per la città che ha festeggiato sabato il campanile del duomo con le sei campane e l’arcangelo Michele, restaurati con fondi Pnrr e della parrocchia per 645 mila euro. Ma i residenti nel centro e diverse attività commerciali lamentano un suono diverso, più acuto e anche fastidioso.

Le campane suonano a mezzogiorno e alle 20, poi ci sono quelle per le messe, che aumentano la domenica, e i funerali. Ecco perché temono che questo suono diventi insopportabile tra corso Trentin, via XIII Martiri, via del Campanile.

«A volte il suono è davvero fortissimo», lamentano residenti e commercianti, «sembra persino cambiato. Poiché suonano a diverse ore del giorni ci chiediamo se non sia il caso di rivedere il sistema dei rintocchi, se sia possibile attenuare un po’ il suono».

Il noto parrucchiere, Flavio di San Donà si è fermato ieri mattina sotto il campanile a mezzogiorno in punto: «Effettivamente il suono è bello forte, posso capire che chi abita o lavora qui attorno sia un po’ infastidito dal continuo scampanellare, magari sarà questione di abitudine e ci vorrà ancora qualche giorno».

L’impresa di attenuare il suono e modificare i tempi delle campane, soprattutto all’alba, era riuscita nella vicina Noventa di Piave al commendator Maurizio Trevisiol, che dal suo hotel Villa Leon d’Oro aveva ingaggiato un’aspra ed epica, a tratti blasfema, battaglia contro l’allora parroco perché le campane svegliavano i clienti dell’hotel che poi vergavano recensioni negative. Ma l’assessore ai lavori pubblici del Comune di San Donà, Luigi Trevisiol, nessuna parentela con il commendatore, oggi invita i cittadini e commercianti sandonatesi a non lamentarsi. Probabilmente il restauro le ha rese più compatte ed emettono toni armonici più marcati e multipli.

«La verità è che i residenti sono rimasti senza campane per sei mesi», afferma pacatamente il religiosissimo assessore, «e forse non sono più abituati al suono delle campane del duomo. Magari, essendo nuove, sono anche più squillanti, ma sicuramente si abitueranno. Voglio ricordare che questo è il suono della storia e della cultura della città».

Le campane sono state restaurate in Emilia Romagna da una ditta che ha 500 anni di storia. La discussione è aperta anche sulla zona pedonale in via del Campanile. «Ora che i lavori del campanile sono terminati» , dice Anna Maria Babbo, ex consigliera e titolare del negozio di ferramenta e coltelleria alle spalle del duomo, «ci si chiede quale sarà la viabilità di via del Campanile.

I cittadini dovranno essere sentiti, in particolare le attività commerciali interessate che lavorano nella via e nelle vicinanze che attendono di essere coinvolte nelle decisioni. In campagna elettorale l’attuale amministrazione si era impegnata in una certa direzione, anche per salvaguardare i pochi esercizi rimasti intorno, ma che contribuiscono, non senza congrui sacrifici, a tenere un po’viva la zona».

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