San Donà, lite in pieno centro per un burqa

Discussione tra un pensionato sandonatese e un immigrato per il velo totale che ricopriva la moglie

SAN DONA'. Vede una donna che indossa il burqa, scoppia un violento litigio in via Marconi. È accaduto in pieno centro cittadino, poco lontano dall'oratorio don Bosco. Un uomo di 69 anni di San Donà, C.L., ha incontrato una coppia, un uomo e una donna, che se ne andava tranquillamente a passeggio.

L’attenzione del sandonatese è stata attirata dalla donna che aveva il volto coperto dall'indumento scuro che le copriva completamente il volto, con il cappuccio e una sorta di “grata” sugli occhi per consentirle di vedere, seppur costretta da una schermatura.

Quindi non un semplice velo, il cosiddetto niqab, che copre l'intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando comunque scoperti gli occhi; ma il capo di abbigliamento più coprente, quello integrale, che indossano solo alcune donne per lo più in Afghanistan. Un capo non previsto né dal Corano né dalla tradizione islamica e legato invece più a tradizioni di aree molto arretrate.

«Ero da poco uscito di casa», racconta il pensionato, «e stavo camminando verso il centro. Ho visto un signore seguito da una sagoma nera. Mi sono incuriosito e ho osservato meglio quando si stavano avvicinando. La persona che era con lui indossava questo lungo abito scuro che copriva completamente il volto. Ho avuto paura lì per lì e mi sono rivolto all'uomo comprendendo che si trattava di una donna con il burqa. Gli ho detto che non era giusto che una persona andasse in giro in quelle condizioni, completamente nascosta».

«Lui mi ha risposto in malo modo», aggiunge, «mi ha offeso, invitandomi a farmi gli affari miei. Non sono certo, ma credo fosse un imam o comunque una personalità della comunità musulmana della zona. Sono rimasto molto amareggiato. Non credo che la legge vieti di indossare il burqa, anche se dovrebbe, ma comunque non possiamo permettere alle persone di andare in giro in quel modo oppure di conciare così le loro mogli. Ne parlerò al più presto anche con il sindaco Cereser, in modo da stimolare almeno un dibattito sulla questione».

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