Trova droga in casa, mamma coraggio chiama i carabinieri: «Aiutate mio figlio»
Il caso a San Donà. In uno zainetto c’era un chilo di marijuana nascosta tra i vestiti, la madre: «Sono sicura che è di altri, mio figlio è stato rovinato durante gli anni trascorsi in comunità»

Droga nascosta in casa, mamma coraggio denuncia il ritrovamento nello zaino del figlio ventenne ai carabinieri di San Donà. La mamma, di origine sudamericana, che vive vicino al centro cittadino, ha trovato casualmente diverse buste di marijuana nascoste in uno zainetto.
Stava cercando dei vestiti e altri oggetti del figlio, ma è rimasta impietrita quando ha notato che all'interno c'erano delle buste in plastica con all'interno della sostanza sospetta che è parso subito della droga. A quel punto lei ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri, chiedendo aiuto anche a Luigi Corò, presidente del Cmp (comitato Marco Polo), associazione di cittadini molto attiva nel territorio provinciale.
Dopo la denuncia è scattato il blitz dei militari dell'Arma all'interno dell'abitazione: sequestrato l'ingente quantitativo di droga, risultata essere marijuana, per circa un chilo, già confezionata nelle buste di plastica e pronta per lo smercio.
Il figlio non si trovava in casa al momento del sequestro e sono ora in corso accertamenti da parte del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di San Donà per cercarlo e sentire la sua versione sul ritrovamento sospetto.
La donna, disperata, chiede aiuto e denuncia pubblicamente anche i retroscena sella sua storia difficile e di quella del figlio allontanato da lei dopo un intervento dei servizi sociali.
«Non dovevano togliermelo» ha detto la donna preoccupata, «perché è ritornato completamente devastato dalla vita in comunità. Me lo hanno riconsegnato come un pacco rovinato. Io mi sento sola e senza aiuto e per questo ho chiesto aiuto. Sono certa che quella droga non era sua, ma di altri».
Corò è intervenuto a sostegno della donna, sola e confusa che ha avuto la forza di denunciare la droga nascosta dal figlio nello zaino. «Ci ha raccontato che il ragazzo le è stato tolto per 7 anni», spiega Corò, «perchè lei non aveva un reddito sufficiente e la capacità di mantenerlo. Il bambino è stato portato via, è finito in comunità per poi diventare così. Ringraziamo questa mamma per il coraggio di denunciare il ritrovamento della droga. Anche se difficile, lo sta facendo per il figlio e per tutti quelli che vivono questa situazione».
La droga in riva al Piave continua a essere un piaga infetta, soprattutto tra i giovani, anche minorenni che non sono solo consumatori, ma anche spacciatori.
Le forze di polizia, carabinieri, polizia di Stato, finanzia e polizia locale sono tutte impegnate nel contrasto allo spaccio e quasi ogni settimana viene effettuato un sequestro nel territorio.
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