Torna il Salone dell’artigianato a Venezia, made in Italy protagonista
Saranno 163 gli espositori tra le Tese delle Nappe e San Cristoforo dall’1 al 4 ottobre. L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, celebra le tradizioni della laguna. Spazio a mastri vetrai, impiraresse, merlettaie ed esperti nel restauro

Dal 1° al 4 ottobre 2026 l’Arsenale di Venezia torna a trasformarsi in una grande vetrina dedicata al saper fare italiano. Le Tese delle Nappe e le Tese di San Cristoforo ospiteranno la quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, manifestazione promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Vela Spa, che riunisce maestri artigiani, manifatture d’eccellenza e laboratori provenienti da tutta Italia.
Saranno 163 gli espositori presenti, con circa novanta realtà già protagoniste delle precedenti edizioni e numerosi nuovi ingressi. Una quarantina gli artigiani veneziani, a conferma del rapporto profondo tra la città e una tradizione manifatturiera che continua a rinnovarsi. Per quattro giorni, il pubblico potrà attraversare un percorso che spazia dalla gioielleria all’arredo, dalla ceramica alla liuteria, dalla lavorazione dei metalli al restauro, fino alla tessitura, alla sartoria e alle arti della carta.
Non sarà soltanto una mostra di oggetti. Oltre cento dimostrazioni dal vivo permetteranno di osservare direttamente gesti, tecniche e lavorazioni, entrando nel cuore dei processi creativi. Fuoco, terra, pietra, metallo, legno, vetro e tessuto diventeranno così il filo conduttore di un viaggio attraverso saperi antichi e sperimentazioni contemporanee. L’obiettivo è mettere in relazione il pubblico con gli artigiani e con quelle storie di passione, trasmissione della conoscenza e innovazione che costituiscono una parte essenziale del patrimonio culturale italiano.
Una particolare attenzione sarà riservata alle nuove generazioni. La Tesa 113 ospiterà infatti i progetti speciali di Muve Academy, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, nati dalla collaborazione con scuole e istituzioni culturali nazionali. Un ponte tra formazione e tradizione, pensato per dimostrare come il patrimonio artigiano possa diventare anche uno strumento di ricerca e crescita professionale.
Il Salone 2026 amplia inoltre la presenza di eccellenze provenienti da diverse regioni. Dal mosaico fiorentino di Pitti Mosaici alle ceramiche siciliane di Ceramiche Sun Light, dall’arredo di Cube3 e Riva Industria Mobili alla lavorazione del metallo di Laboratorio Forgia, il percorso racconta un’Italia produttiva estremamente diversificata.
Tra le novità figurano anche AC Motorsport, impegnata nel restauro di auto d’epoca, gli atelier trevigiani Officina Eclettica e Maria Grazia De Paolis, Coralli e Preziosi di Alfonso Graffeo, Truman’s of Europe per il settore calzaturiero e Il Nido del Picchio per il legno e l’intaglio. Non mancano le contaminazioni più originali, come gli “smellscapes” di Zanini, da Prato, paesaggi olfattivi che intrecciano profumi e memorie di luoghi reali e immaginari.
Venezia sarà rappresentata, tra gli altri, da Tenda Arredo, Riviera Art e Gondolina Shoes, mentre stiliste e manifatture venete e italiane porteranno collezioni di abiti, borse, scarpe e accessori realizzati con velluti e sete pregiate e con tecniche tradizionali di tintura e stampa. Grande protagonista sarà ancora una volta il vetro. Le fornaci muranesi, tra cui 4Glass Murano, mostreranno la lavorazione su misura di vasi, sculture, “goti” e lampadari, accanto alle tecniche di restauro conservativo. E non potevano mancare le perle veneziane, riconosciute come Patrimonio Culturale Immateriale Unesco: le impiraresse e i maestri del vetro a lume racconteranno dal vivo un’arte secolare, trasformando la canna di vetro incandescente in minuscole gemme colorate.
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