Romanello temporeggia «Sto ancora riflettendo» Il Pd a caccia di un nome
MARCON
«Devo ancora sciogliere la riserva». Così il sindaco di Marcon Matteo Romanello temporeggia su una sua possibile ricandidatura alle elezioni amministrative di primavera. Dopo cinque anni, infatti, potrebbe ripresentarsi alla guida del Comune ed è ovvio e logico che dalla sua scelta o meno di correre dipenderanno le sorti dell’attuale maggioranza di centrodestra. Anche perché all’interno c’è Fratelli d’Italia e, visti i recenti rapporti tesi a livello nazionale dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, bisognerà capire se anche da queste parti ci saranno delle conseguenze.
Sul fronte del centrosinistra, invece, la situazione è fluida, con più di un movimento in corso. Alla fine dello scorso anno il Pd ha eletto Marco Casoni come segretario di sezione, succedendo a Gianpietro Puleo, e proprio da Casoni si vuole ripartire per dare una svolta a tutta la coalizione. Per governare Marcon, infatti, il Partito Democratico prova a mettere insieme l’intero gruppo e contrastare la maggioranza uscente.
C’è poi da vedere se ci sarà, ed eventualmente cosa farà, il Movimento 5 Stelle assente un lustro fa, anche se molte cose sono cambiate nel gruppo di Beppe Grillo. Senza dimenticare il ruolo delle civiche, sempre più importante. Nel 2017 Romanello (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e “Insieme per Marcon”) sconfisse il quartetto composto da Roberto Agirmo (Indipendenza Noi Veneto), Vito Caputo (Partito Democratico, “Marcon comunità in progresso”, “Marcon futura” e “Noi Marcon per Vito Caputo), il sindaco uscente Andrea Follini (“Io scelgo Marcon” e “Marcon in Comune – Insieme a Sinistra”) e Carlo Zanatto (“Soluzione Marcon”). Allora la vittoria arrivò al ballottaggio con Caputo (51,3% per Romanello contro il 48,7% dell’avversario). Essendo un Comune sopra i 15 mila abitanti, il rischio che ci possa essere un secondo turno è concreto pure stavolta. —
a. rag.
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