Svastiche e scritte al centro civico: volontari al lavoro per pulire
L’episodio è avvenuto a Quarto. La mobilitazione del gruppo Cittadini non Indifferenti con spugne e pennelli. «Un modo semplice e concreto, per dire che in questo territorio non può esserci spazio per la propaganda nazifascista»

Svastiche e scritte di matrice nazifascista sono comparse sulle pareti dell’edificio che ospita la sede locale dell’Avis. Ieri mattina gli attivisti del gruppo Bella Ciao – Cittadini Non Indifferenti di Quarto si sono mobilitati e, con pennelli e vernice, le hanno ricoperte. «Un modo semplice e concreto, per dire che in questo territorio non può esserci spazio per la propaganda nazifascista», spiegano.
Le scritte sono apparse nei giorni scorsi sull’immobile che ospita la sede dell’Avis in via Leopardi. Si trattava di due svastiche e di un paio di frasi, citazioni riconducibili a Mussolini e D’Annunzio. «Ancora una volta sui muri del nostro territorio sono comparsi simboli e scritte di matrice nazifascista. È proprio davanti a episodi come questo che è nato Bella Ciao – Cittadini Non Indifferenti di Quarto d’Altino», spiegano gli attivisti, «Un gruppo informale di cittadini che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di prendersi cura degli spazi della comunità. Perché davanti all’odio, all’intolleranza, alla discriminazione su base razziale non servono indifferenza e silenzio, ma presenza e partecipazione. Chi agisce di nascosto, propagandando il fascismo e il nazismo non avrà l’ultima parola. A un atto tanto vile, la migliore risposta che una comunità possa dare è la partecipazione».
Di fronte alla comparsa delle svastiche, è scattata subito la mobilitazione, per cancellarle. Ieri mattina, agli attivisti altinati si sono uniti anche adulti e ragazzi arrivati dai Comuni vicini. Insieme, con pennelli e colori, hanno ripulito le pareti dell’edificio di via Leopardi. «Per noi queste scritte non sono solo un problema di decoro urbano, ma rappresentano un grosso problema politico», commenta Marco Simionato, cittadino altinate da anni impegnato sul territorio,
«Le svastiche e le citazioni di Mussolini ci fanno capire in che brodo di cultura stiamo vivendo in questa società, in cui certi comportamenti sono tollerati, senza avere la sensibilità di capire che stiamo parlando di un’ideologia di morte, di suprematismo e intolleranza. Dobbiamo fare fronte a questa situazione, quasi ogni giorno siamo in piazza. Abbiamo pensato che questa pulizia dovesse avere una valenza politica. Pertanto non poteva essere un gesto individuale, ma collettivo. Crediamo che questa risposta debba darla la società civile. Siamo antifascisti e non tolleriamo che sui nostri territori accadano questo tipo di cose. Ci siamo mossi con i nostri ragazzi, perché pensiamo di insegnare loro un dovere civico di cui è garante la Costituzione antifascista».
Oltre a quelle ripulite, di matrice fascista, sono altre le scritte presenti sull’edificio. «Queste scritte sono anche un segnale di disagio», conclude Simionato, «Queste cose accadono perché Quarto è un paese dormitorio, in cui non c’è nulla per i giovani e gli adolescenti».
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