Ristorazione e agricoltura altri 29 lavoratori in nero

Verifiche e controlli da parte dei carabinieri; multe per quasi 180 mila euro L’azione degli ispettori del lavoro non si ferma. «Ora tocca a caporalato e edilizia»

Una estate di ispezioni e controlli, per i Carabinieri del Comando Provinciale di Venezia e del Gruppo Tutela Lavoro di Venezia che hanno percorso tutto il litorale veneziano, dal Lido di Venezia fino a Bibione per verificare l’impiego di lavoratori irregolari nel settore agricolo e turistico e contrastare così i fenomeno del lavoro irregolare e tutelare anche la sicurezza degli ambienti di lavoro. Ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Venezia, del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Venezia e del Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno tracciato un bilancio dei controlli durante l’estate e delle numerose verifiche ispettive in aziende della nostra provincia.

Sul litorale veneziano (Lido di Venezia, Eraclea, Caorle, Jesolo, Chioggia e Bibione) i militari hanno ispezionato 21 aziende impegnate nel settore della ristorazione, e in 15 hanno riscontrato numerose irregolarità.

In particolare sono state verificate 64 posizioni lavorative, 23 riguardanti lavoratori extra UE, rilevando 13 lavoratori “in nero”, per i quali si è applicata la sospensione della attività imprenditoriale di sei ditte. Due a Caorle: una pizzeria con 5 lavoratori a nero, tutti di nazionalità italiana ed negozio etnico del Bangladesh con un addetto in “nero”; a Bibione in un pub del centro, con 2 lavoratori in “nero” ed un negozio etnico Bangladesh sempre con 2 addetti senza contratto; a Chioggia in un bazar etnico sono stati trovati due lavoratori cinesi senza contratto; a Jesolo un altro lavoratore in “nero” in un altro bazar indiano.

I carabinieri ispettori del lavoro hanno accertato anche il rispetto della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro ed hanno così deferito 8 soggetti, tra titolari firmatari e legali rappresentanti delle aziende, imponendo nove prescrizioni di adeguamento ed elevando sanzioni amministrative per 58.000 euro.

Nel settore agricolo, in particolare tra Chioggia, Scorze, Mira, San Michele al Tagliamento e Portogruaro sono state ispezionate 14 aziende agricole ispezionate e in 7 delle quali sono state rilevate irregolarità, con 73 le posizioni lavorative, (13 lavoratori extra – UE) riscontrando l’impiego di 16 lavoratori in nero (6 erano cittadini extra UE; uno privo di permesso di soggiorno e 10 Italiani).

I lavoratori in “nero” sono stati trovati a Chioggia, Scorzè e Portogruaro, in 4 diverse aziende, ed a Scorzè una imprenditrice agricola trevigiana è stata denunciata per la violazione della normativa in materia di immigrazione, poiché impiegava un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno.

Il record di lavoratori “in nero” a Portogruaro, impegnati nella raccolta di frutta (peri e uva). Nelle due aziende controllate è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale, revocata dopo la regolarizzazione dei contratti di otto lavoratori e il pagamento dei contributi previdenziali.

La campagna ispettiva estiva del Gruppo CC Tutela Lavoro di Venezia in provincia ha prodotto questi numeri: sono state ispezionate 35 imprese ed esaminate 137 posizioni lavorative, (36 lavoratori extra – UE) riscontrando l’impiego di 29 lavoratori “in nero” (14 Extra UE) con sanzioni amministrative per 120.000 euro. Scoperto infine un appalto di servizi non genuino. Venivano utilizzate illecitamente le prestazioni lavorative del personale inquadrato con profili diversi e sono emerse numerose altre violazioni della normativa vigente sul distacco e appalto di manodopera. Ora i controlli dei carabinieri si spostano in altri settori, come l’edilizia, per la lotta alle nuove forme di caporalato. —

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