Ca’ Roman, l’appello inviato a Mattarella: «Salvi la nostra oasi»

Il gruppo di cittadini scrive al Presidente della Repubblica contro la maxi edificazione nell’ex colonia delle suore Canossiane: previste 77 unità abitative. La riserva naturale candidata a Luogo del cuore del Fai per il 2027 a tutela della sua unicità

Eugenio Pendolini
Lo striscione comparso durante l’ultima manifestazione dei comitati ambientalisti
Lo striscione comparso durante l’ultima manifestazione dei comitati ambientalisti

Il tempo stringe per l’approvazione definitiva del progetto immobiliare che interessa l’ex colonia delle suore Canossiane di Ca’ Roman.

Così mentre il mondo ambientalista cittadino si mobilita insieme ad oltre un centinaio di esperti e ricercatori e il sindaco Venturini ha chiesto agli uffici comunali un ultimo approfondimento prima del via libera ai lavori, ora sono i cittadini a giocarsi l’ultima carta: quella del Quirinale.

Il Gruppo Spontaneo Pellestrina per Ca’ Roman, infatti, ha inviato un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per manifestare tutta la «preoccupazione riguardo il progetto di trasformazione dell’area dell’ex colonia delle Suore Canossiane, all’estremità meridionale dell’isola, che prevede la demolizione degli edifici esistenti e la realizzazione di 77 unità abitative, a ridosso dell’Oasi Lipu di Ca’ Roman, uno degli ultimi angoli incontaminati della laguna».

I cittadini scrivono a Mattarella richiamando la Costituzione italiana, che tutela «libertà di iniziativa economica privata, ma stabilisce anche limiti invalicabili: essa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana»; ma anche l’articolo 9 che affida alla Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi». In particolare, i cittadini richiamano l’incompatibilità con la normativa ambientale vigente, la violazione della direttiva europea “Habitat” e “Uccelli” .

La proposta, già avanzata durante le manifestazioni pubbliche e ora rilanciata anche nell’appello a Mattarella, è rivolta al Comune e alla Regione a cui il gruppo chiede «di avviare una trattativa extragiudiziaria di compensazione per la minusvalenza economica nei confronti dei proprietari privati», ma anche che «l’oasi di Ca’ Roman venga adibita a Centro di Studi per i Cambiamenti Climatici per il Mare Adriatico». Una proposta che si scontra nettamente con la posizione della società proprietaria dell’area, la Ca’ Roman srl, che – forte delle autorizzazioni già ottenute in sede di Vas e Vinca – è pronta a far scattare le penali nel caso in cui non dovesse arrivare l’ultimo via libera della giunta al progetto, al termine di un iter travagliato lungo oltre quattordici anni (e già al centro di due decisioni del Tar).

Nel frattempo, l’oasi di Ca’ Roman è candidata a luogo del cuore Fai 2027. L’iniziativa nasce interamente dal basso, grazie ad un pool compatto di comitati ed associazioni territoriali tra cui il Comitato Ambientalista Altro Lido, a cui si affiancano Pellestrina per Ca Roman, Lido d’Amare, Italia Nostra, Lipu, Wwf. L’obiettivo della candidatura spiegano gli attivisti, è raccogliere il maggior numero di voti «per erigere uno scudo democratico a protezione dell’oasi naturalistica mettendola al riparo dai sicuri effetti negativi sull’equilibrio ecologico dell’isola connessi alla paventata prossima costruzione di un nuovo insediamento turistico ricettivo con diverse centinaia di abitanti ed ospiti delle strutture di servizio.

«Questa candidatura non appartiene ad una singola sigla, ma è il lavoro di una comunità intera che vuole difendere la bellezza naturale del territorio da progetti invasivi ed incompatibili con la sua natura», spiegano i promotori. Servono tremila firme online nel sito ufficiale del Fai per qualificarsi al bando, al momento l’iniziativa ne ha già raccolte 1800.

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