Addio a Pierino Chiusso, Venezia perde uno dei suoi pasticceri più noti

Aveva 76 anni e da tempo combatteva contro una patologia polmonare. La sua attività in Salizada dei Greci a Catsello, aperta nel 1979, continuerà grazie all’impegno del figlio e dell’inseparabile moglie Mariagrazia

Daniele Ferrazza
Pierino Chiusso
Pierino Chiusso

La città perde uno dei suoi pasticceri più gioviali e conosciuti. Il sorriso di Pierino Chiusso si è spento domenica mattina, 20 settembre, all’ospedale Civile, dove era ricoverato dal mese di luglio per il peggioramento di una patologia polmonare. Aveva 76 anni e nonostante un fisico forte non è riuscito a superare le complicazioni di un male che lo aveva colto alcuni anni fa. Lascia la moglie Mariagrazia e i figli Riccardo, Alessandra e Stefania.

Fino a poche settimane fa lo si poteva trovare nel suo posto preferito: dietro al banco della sua pasticceria, in Salizada dei Greci a Castello, luogo che aveva rilanciato e fatto diventare un punto di riferimento quotidiano per veneziani e turisti. Ogni giorno, puntuale, ha cercato di rispettare questo appuntamento: una forma di rispetto per i familiari e i tanti clienti che sapevano che dietro a quel banco c’era lui. Poi le forze non glielo hanno più permesso e quella presenza quotidiana è venuta a mancare.

Nato a Treporti nel febbraio del 1950, era cresciuto facendo i più disparati mestieri: quasi sempre dietro a un banco dove c’erano clienti da servire. «Era la sua vita, il contatto con il pubblico, il sorriso da regalare ogni mattina a chi ti stava davanti» racconta la moglie Mariagrazia.

Così aveva lavorato come cameriere nelle motonavi e poi da Dal Mas e in tanti tanti altri locali. L’occasione di gestire un’attività propria è arrivata nel 1979, rilevando la pasticceria Dal Col e trasformandorla nel locale che lui voleva. Così, con l’inseparabile moglie Mariagrazia, armata di molta pazienza ma anche di un amore straordinario, la pasticceria Chiusso era diventata quella che tutti i veneziani conoscono. Non c’era veneziano che passando per la Salizada, non facesse un gesto di saluto a Pierino. Allegro, divertente, sempre sorridente.

Fino a quattro anni fa, quando lo aveva aggredito una fibrosi polmonare che stava curando. Quest’estate, però, un improvviso aggravamento delle sue condizioni di salute avevano imposto il ricovero all’ospedale Civile, dove è spirato nella mattinata di domenica. La pasticceria continuerà anche senza di lui, grazie all’impegno del figlio Riccardo che con la madre darà continuità all’attività. Molti i messaggi alla famiglia: tutti pieni di gratitudine e simpatia. Il funerale venerdì mattina alle 10.30 a Treporti, il suo paese d’origine al quale era ancora molto legato, nella chiesa della Santissima Trinità.

 

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