«Ringraziamo l’Unesco tutta l’operazione deve essere ripensata»

E.p.

I residenti di via Litomarino non mollano. C’è soddisfazione per questo primo stop, ma l’attenzione di chi contesta il progetto non si abbassa. Almeno fino a quando non sarà detta la parola fine una volta per tutte sulla bretella ferroviaria. La notizia di ieri è stata comunque accolta in maniera positiva dagli abitanti, le cui case erano minacciate dall’abbattimento. «Siamo contenti, poi vedremo quello che succederà e speriamo che ci ripensino» spiega Stefano Gusmitta, residente dal ’97 in via Litomarino. La contestazione, però, non accenna a diminuire. Lo testimoniano le parole di Fulvio Spinazzi, costruttore di professione. «La questione la conosco a fondo», spiega, «Save ha comprato centinaia di ettari di terreno attorno all’aeroporto. La loro idea è di realizzare una specie di New York a Tessera. Con questo nuovo progetto si vuole trasferire la stazione principale a Tessera, con tutte le gravi conseguenze urbanistiche del caso. In Europa solo tre aeroporti hanno una stazione sotterranea. Il Marco Polo, fino a prima del Covid, aveva dodici milioni di viaggiatori l’anno. C’è un’incongruenza di fondo in questo progetto: Malpensa ne ha 40 milioni, ma non ha mai previsto alcuna stazione».

Spinazzi se la prende anche con l’escavo dei terreni: «Il progetto prevede l’escavo di 1 milione e 400 metri cubi di terreno, che dovrebbe andare a depositarsi sulle aree di Save. Cosa ne penso di questo primo stop? Se ci fosse un minimo di coscienza amministrativa non verrebbe nemmeno preso in considerazione».

Di opera “faraonica e inutile” parla anche Cesare Rossi, membro dell’associazione di Tessera contro impatto ambientale aeroporto di Venezia. «Appoggeremo il ricorso di Italia Nostra sulla tutela dell’ambiente lagunare e sugli impatti dei territori di gronda. Questo stop di sicuro è avvenuto per le sollecitazioni delle associazioni all’Unesco, il mio auspicio è che si vada a una revisione, ma dato che tanti si sono presentati a favore della bretella temo che il progetto partirà comunque». —



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