I rifiuti abbandonati ci costano 1,5 milioni: le spese di recupero spalmate in bolletta

Il bilancio di Veritas. Nel 2025 quasi 37 mila controlli per la spazzatura abbandonata. Staccate oltre duemila multe da 300 euro ciascuna

Mitia Chiarin
Rifiuti abbandonati a Mestre
Rifiuti abbandonati a Mestre

Quartieri, strade e calli piene di rifiuti abbandonati, senza rispetto per le norme della raccolta rifiuti e del vicinato. Una pratica che pesa poi sul costo della bolletta che paghiamo tutti per l’asporto rifiuti.

Ben 1, 5 milioni di euro di costi aggiunti alla bolletta che sono le spese di recupero e che finiscono spalmati nella imposta di ciascuno. Oltre al danno, insomma, la beffa. Lo dice la stessa Veritas.

Nel 2025 gli ispettori ambientali di Veritas hanno effettuato, nel Comune di Venezia, quasi 37 mila controlli contro l’abbandono e l’errato conferimento di rifiuti. Si aggiungono 243 informazioni date su come differenziare correttamente i materiali. I multati sono stati duemila e 28.

Ogni sanzione costa 300 euro. In alcuni casi particolari vengono aggiunti i costi per il ripristino ambientale e lo smaltimento di quanto abbandonato. La spesa è stata di 650.000 euro per pulire a Mestre e terraferma, altrettanti a Venezia Murano e Burano e 200.000 per Lido e Pellestrina. In totale un milione e mezzo di euro. Primato di multe e controlli a Mestre centro. Ma il problema è diffuso ovunque.

Lo scorso anno nel sestiere di Castello gli ispettori ambientali hanno effettuato 1.567 controlli ed elevate 52 multe; a Cannaregio 1.673 ispezioni e 40 multe; a Dorsoduro (comprese Giudecca e Sacca Fisola) 1.954 verifiche e 80 multe. A San Marco 870 e 44 i verbali elevati; a San Polo 1.687 e 53 multe; a Santa Croce 574 e 37 verbali. A Murano, Burano, Lido e Pellestrina i controlli sono stati 1.758, con 133 multe. In terraferma primato della Municipalità di Mestre centro dove sono state effettuate 10.582 ispezioni ed elevate 688 multe, a Marghera 8.528 ispezioni e 518 multe, a Chirignago-Zelarino 5.587 ispezioni e 225 multe e, infine, a Favaro Veneto 2.142 ispezioni e 158 multe.

I costi dei ripristini ricadendo in bolletta sono pagati da tutti, anche da quanti si comportano bene, fanno la differenziata, non rompono le calotte dei cassonetti per inserire l’indifferenziato che non entra. E che non prendono le strade e le calli per discariche a cielo aperto, rispettando la città. Gli esempi si sprecano.

Come dimenticare l’invasione eccessiva di immondizie dopo l’alluvione di agosto a Mestre. Le segnalazioni sono continue dal quartiere Piave, dalla zona alla fine di via Milano, tante zone di Marghera e delle altre Municipalità. Ci sono isole ecologiche riempite di rifiuti tipicamente prodotti da ristoranti. Ci sono danni e abbandoni al compattatore di piazzale Donatori di Sangue, all’isola ecologica al parcheggio di via Einaudi. E poi le discariche tra le industrie di Marghera.

Gli ispettori ambientali operano giorno e notte, festivi compresi, 7 giorni su 7. Alcune persone, anche gestori di attività commerciali, infatti, approfittano del buio e della notte per abbandonare in strada i rifiuti, come quelli prodotti dalla propria attività, oppure oggetti di ogni tipo: dai divani ai gabinetti di ceramica rotti.

Ora si controlla pure con le telecamere diffuse nel territorio, quindi gli agenti della Polizia municipale (gli unici autorizzati a guardare le immagini) sono in grado di individuare i cittadini che avevano abbandonato rifiuti o i materiali ingombranti. Da Veritas parlano chiaro. «Non esistono giustificazioni per chi abbandona rifiuti in strada, intorno ai cassonetti o nell’ambiente. Veritas mette a disposizione delle persone tutti gli strumenti e le possibilità per eliminare correttamente ogni tipo di materiale, soprattutto gli ingombranti e pericolosi. In caso di abbandoni di rifiuti da parte di attività produttive, la sanzione non è più una semplice multa, ma si configura come un vero e proprio reato che gli ispettori ambientali di Veritas segnalano alla Polizia municipale per i successivi adempimenti del caso». Nel 2025 ci sono state anche 2.323 verifiche sul corretto pagamento della Tari. 

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