Case di comunità, anziani e medicina sul territorio: ecco le richieste al nuovo dg dell’Usl 3

Comitati, associazioni e sindacati si rivolgono al nuovo direttore generale Massimo Zuin. Lihard (Movimento Difesa Sanità Pubblica): «Venezia va dichiarata zona disagiatissima». Giordano (Cgil): «Accessi al pronto soccorso in aumento»

Costanza Francesconi
Una manifestazione a Venezia contro i tagli alla sanità
Una manifestazione a Venezia contro i tagli alla sanità

Comitati, sindacati, associazioni. Chi nel Veneziano si batte per la sanità pubblica, si dice rassicurato dalle dichiarazioni d’intenti del nuovo direttore generale della Usl 3, Massimo Zuin. Così come dalla nomina di Carlo Bramezza in Veneto Orientale. «Basta che dalla poesia si passi alla prosa, soprattutto se si parla di finanziamento e personale, note dolenti, che pesano di più nella Venezia insulare».

Il movimento per la difesa della sanità pubblica

Parla Salvatore Lihard, portavoce del movimento per la difesa della sanità pubblica.

Vorrebbe il dg Zuin in prima linea a chiedere alla Regione di definire l’area in questione disagiatissima. Tradotto: «Incentivi economici per i medici di medicina generale, previsti dal loro contratto di lavoro, e altri, da individuare, perché il centro storico sia più attrattivo e non in debito perenne di personale», nota.

Altro punto da non trascurare, l’età media dei residenti lagunari. «Parlo dei moltissimi anziani non autosufficienti in graduatoria per entrare nelle Rsa», spiega, «a cui manca l’impegnativa di residenzialità da parte della Regione».

L’azienda sanitaria, ricorda poi il portavoce, negli ultimi ha chiuso il bilancio ampiamente in negativo. «Lato personale, invece, siamo in deficit di 1.500 unità in tutta l’Usl 3, con una concentrazione più grave nella città d’acqua». Sul tema case di comunità, l’aspettativa è che venga attivata la seconda nella attuale sede distrettuale al G. B. Giustinian, «e che gli spazi vuoti della struttura di Dorsoduro vengono riempiti dalle attività universitarie frutto di accordi tra Usl 3 e l’ateneo di Padova», aggiunge Lihard.

Un ultimo punto evidenziato riguarda la qualità di vita assistenziale nella Rsa. «Vanno potenziate le commissioni di vigilanza e monitoraggio», incalza, «così come l’Unità operativa complessa dedicata al controllo di gestione, coordinata da Vanni Stangherlin».

Il sindacato

La pressione nei Pronto soccorsi da alleggerire e il percorso di costituzione degli Ats, gli Ambiti territoriali sociali, sono le priorità sollevate in terraferma, compreso quindi il raggio della Usl 4, dal segretario provinciale della Cgil, Daniele Giordano.

«Cito Mestre, ma a titolo di esempio», chiarisce, «dove gli accessi al Pronto soccorso sono passati dal 2022 al 2025 da 84.681 a 88.564, sintomo che la sanità territoriale non offra alternative adeguate ai codici bianchi, la maggior parte».

Sarà quindi bene rafforzare l’integrazione tra assistenza ospedaliera, prevenzione e servizi territoriali. «Il trasferimento», aggiunge, «delle funzioni sociali svolte da Comune e Usl agli Ats – Venezia, Marcon e Quarto d’Altino; Riviera Miranese; Chioggia e Cavarzere; Veneto Orientale – è la sfida». 

 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia