Raggio verde illumina la notte di Venezia, il laser di Levine per la pace nel mondo
La performance dell’artista britannico di fama internazionale. Il fascio di luce laser dall’isola di San Clemente è stato visto da centinaia di persone in città

Un fascio di luce verde stagliato nel cielo notturno di Venezia, visibile dalla terraferma come dal centro storico. Il fascio di luce ha catalizzato l'attenzione generale sabato, immortalato in decine di foto e video apparsi sui social. E c’è voluto del tempo per capire da dove il raggio laser è stato messo in funzione e soprattutto perché. Si è poi capito che si trattava di una performance artistica, collegata alla prossima Biennale d’arte di Venezia.
Già sabato sera, dopo le prime segnalazioni, si sono messi al lavoro gli agenti della polizia locale di Venezia ma anche i poliziotti della Polaria, divisione della polizia di frontiera della Questura. Intanto i cittadini si sono fatti mille domande. Non c’entra nulla il festival Bloom al parco di San Giuliano dove i partecipanti hanno notato guardando verso la laguna quel fascio di luce verde diritto nel cielo notturno della città. Polizia locale e polaria alla fine hanno solo individuato la zona di emissione del raggio laser, circoscrivendola attorno all'isola di San Clemente nella laguna di Venezia. Indicazione fondamentale per capirne, poi, la origine.
Proprio nell’isola di San Clemente da giorni si pubblicizza la performance artistica “Higher Power “ di Chris Levine al San Clemente Palace, con una ospitalità di due giorni, l’8 e 9 maggio. Chris Levine è un artista britannico di fama internazionale, noto principalmente per il suo lavoro pionieristico con la luce, i laser e la tecnologia olografica. Lo stesso artista ha svelato di aver azionato il raggio verde nel cielo di Venezia già dal 25 aprile, durante i preparativi della sua installazione in laguna. «Fai luce, non la guerra», spiega sui suoi social.
Il fascio di luce, spiega, è emesso da un laser di grado militare, dismesso e riutilizzato dall’artista che riproduce un tono «puro di luce visibile», con una emissione della stessa lunghezza d'onda di un laser a diodo con luce tipicamente verde foresta. L’artista spiega di avere una passione per i laser, che sono diventati per lui una forma d’arte, per finire «letteralmente nello spazio». In sottofondo, le note dei Pink Floyd, legati pure loro a Venezia.
Quindi, mistero risolto.
La luce verde vista sui cieli notturni di Venezia è un invito alla pace nel mondo e nello spazio. —
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