«Pronta a rinunciare alla cittadinanza e al risarcimento»

JESOLO. Bonus casa negato, la moldava Nicora Snejana pronta a restituire nelle mani del sindaco la cittadinanza italiana e il risarcimento dei danni morali in segno di protesta. Nei giorni scorsi il...

JESOLO. Bonus casa negato, la moldava Nicora Snejana pronta a restituire nelle mani del sindaco la cittadinanza italiana e il risarcimento dei danni morali in segno di protesta. Nei giorni scorsi il Comune ha cantato vittoria dopo un ricorso vinto che ha scagionato gli amministratori coinvolti.

«L’episodio di discriminazione che, mio malgrado, mi ha vista protagonista», dice la donna, sposata a Nazzareno Fuser che fu assistita dall’avvocato Angelo Lorenzon, «e per il quale ho ritenuto opportuno adire le vie legali contro il Comune di Jesolo ottenendo la rimozione della discriminazione, ancor prima dell’emissione della sentenza, e il rimborso dei danni morali per mille euro a seguito della discriminazione patita. Proprio il sindaco Zoggia mi ha conferito la cittadinanza e da buona cittadina italiana  ritengo sia opportuno restituire i mille euro pagati dal Comune di Jesolo  qualora il sindaco Zoggia, dopo aver riconosciuto l’autorità del Tribunale di Venezia,  ritenesse opportuno informarmi che la sentenza  era da ritenersi nulla e quali sarebbero i presupposti per affermarne la nullità. Riterrei moralmente inaccettabile infatti aver percepito mille euro a seguito di una discriminazione mai posta in atto, come dichiarato dal sindaco Zoggia. Da cittadina italiana ritengo di aver posto in essere tutti gli atti consentiti dalla legge e ribaditi dal ministero delle Pari Opportunità ufficio Unar  (ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali)  nella lettera all’ex sindaco Calzavara mi dichiaro disponibile a restituire, oltre ai mille euro, anche  la cittadinanza italiana qualora venisse appurato che la sottoscritta abbia agito non legalmente».

Sel, con Salvatore Esposito chiede un confronto con Zoggia. «Il sindaco stesso, comunica che il Comune di Jesolo», ricostruisce, «sarebbe stato assolto dal danno erariale e che gli amministratori e i dirigenti, condannati a pagare dalla Corte dei Conti oltre diecimila euro tra danni materiali e morali, in seguito alla sentenza di appello nulla dovrebbero a nessuno. Ci risulta invece che la sentenza non dica questo. Affermerebbe solo che il dovuto deve essere messo in carico al Comune e quindi alla collettività».

Giovanni Cagnassi

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