Progetto di co-housing per persone in difficoltà

scorzè

Una casa per persone in difficoltà. A Cappella di Scorzè potrebbe nascere davvero il co-housing, la prima esperienza del genere nel territorio. Il Comune gestirebbe in comodato d’uso gratuito per dieci anni, rinnovabile per altrettanti, una casa in via Boschi 15, di proprietà dell’Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (Ipab) Opere Riunite Buon Pastore di Venezia. Si tratta di un edificio sistemato di recente, con un ampio giardino attorno, pronto per essere sfruttato. Proprio per questo motivo, il Comune ha chiesto alle associazioni interessate di farsi avanti entro mezzogiorno di oggi per questo progetto sperimentale.

Il servizio sarebbe diurno, con l’obiettivo di far socializzare le persone e diventare un punto di riferimento per il comune e non solo. All’interno ci starebbero poco meno di 20 persone tenuto conto che ci sono a disposizione un grande appartamento più un altro per il custode, oltre a diverse stanze.

«Le associazioni», spiega la sindaca Nais Marcon, «porteranno la loro proposta e valuteremo la migliore per assegnare la gestione del co-housing. Intanto abbiamo aperto una manifestazione d’interesse che scadrà il 15 aprile». Opere Riunite Buon Pastore ha chiesto al Comune di poter fare un co-housing e la giunta si è detta favorevole. Tra i requisiti per l’associazione affidataria c’è di avere esperienza di almeno 12 mesi nel triennio 2018-2020 nei servizi di accoglienza e nei progetti di accompagnamento a favore di persone con disabilità. Inoltre l’ente non dovrà avere debiti pendenti di alcuna natura con il Comune. —



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