Primario e infermieri assolti per la morte di Roberto Manfredi

mirano. Resta senza colpevoli la morte di Roberto Manfredi, 61anni, il 24 dicembre 2010, dopo una operazione in Cardiochirurgia a Mirano. A otto anni dal fatto, sulla soglia della prescrizione, ieri il giudice monocratico Enrico Ciampaglia ha assolto l’infermiera Alessandra Pavan, 38 anni, perché il fatto non sussiste, mentre per l’attuale primario di Cardiologia del nosocomio Salvatore Saccà, 58 anni, e per la cardiologa Nicoletta Frigato, 59 anni, l’assoluzione è arrivata con la formula dubitativa. Tutti erano accusati di omicidio colposo in concorso. Nella scorsa udienza, il sostituto procuratore Massimo Michelozzi aveva chiesto la condanna a 6 mesi per ciascuno dei tre imputati, sostenendo che il loro intervento sarebbe stato tardivo, tanto che il paziente era deceduto.

Con la sentenza di assoluzione restano a bocca asciutta i familiari di Manfredi, che si erano costituiti parte civile nel procedimento con l’avvocato Elio Zaffalon chiedendo 800mila euro in solido ai due medici e all’infermiera. «Alla parte civile non resterà che proporre una separata azione civile per il risarcimento del danno», commenta il legale della famiglia, «Questi sono gli effetti dirompenti per le vittime di un processo che, comprese le indagini, solo in primo grado dura otto anni, con la conseguente impossibilità di proporre appello a causa dell’imminente prescrizione». A difendere i professionisti, gli avvocati Federica Coghetto, Stefano Mirate e Giuseppe Sarti. L’assoluzione in dibattimento è arrivata dopo due richieste di archiviazione da parte del pm, opposte dalla parte civile. —

Ru.B.

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