«Ponte sul Brenta cantiere pericoloso» Energia civica presenta un esposto

Code e ingorghi: il comitato paventa rischi per i circa 12 mila residenti nell’area sud 

la denuncia

Un esposto alla Procura per segnalare i riflessi sulla sicurezza del cantiere in corso sul ponte del Brenta. Lo ha presentato la lista Energia Civica sostenendo che in caso di emergenze sanitarie o di ordine pubblico le 12 mila persone che vivono nel tratto sud di Chioggia non hanno garanzie sui tempi di intervento.

A riprova dei timori i proponenti citano il caso dell’ambulanza rimasta imbottigliata nelle code del senso unico qualche settimana fa, con una signora a bordo poi deceduta, e il caso dei vigili del fuoco che dovevano intervenire pochi giorni fa a Ca’ Lino. «La grave situazione che si è venuta a creare a seguito dei lavori di manutenzione di Anas sul ponte», spiega Roberto Rossi a nome della civica, «che potrebbe protrarsi per molti mesi, coinvolgendo anche il traffico vacanziero nell'auspicata e imminente apertura delle attività turistiche, ha di fatto marginalizzato tutte le frazioni sud del territorio comunale, impedendo gli eventuali interventi di urgenza sanitaria e sicurezza. Non esiste al momento un protocollo d’intervento per le situazioni di emergenza e tale assenza mette a serio rischio la possibilità di soccorso per la popolazione che risiede a sud del ponte, 12 mila persone, che raddoppieranno in prossimità della stagione estiva. Ci sono già stati segnalati ritardi di ambulanze e vigili del fuoco per il traffico intenso dovuto ai lavori sul ponte». L’esposto è stato inviato alla Procura e al comando dei carabinieri del Noe. «Prima che le giuste proteste dei cittadini», spiega Rossi, «sfocino in manifestazioni incontrollate è necessario intervenire urgentemente per alleviare i disagi attuali, primo fra tutti lo spostamento del traffico pesante a lunga percorrenza sulla tratta autostradale». —

Elisabetta B. Anzoletti

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia