Crepe e radici spaccano le piste ciclabili a Jesolo: «Noi disabili penalizzati»

Il presidente dell’associazione nazionale mobilità che tutela i disabili: «I problemi sono concentrati soprattutto in via Bafile. lo stesso in altre strade come via Trentin, via Aquileia e piazza Brescia»

Giovanni Cagnassi
Una delle ciclabili sotto accusa
Una delle ciclabili sotto accusa

Piste ciclabili nel mirino. Enio Billiato, presidente di Animo, associazione nazionale mobilità che tutela i disabili, ha raccolto una serie di lamentele da parte di disabili e in particolare disabili turisti sui problemi della rete delle ciclabili in tutto il territorio Jesolano, non solo al lido, ma anche fuori dal perimetro della città balneare.

Billiato è da decenni in prima linea nel tutelare gli interessi e i diritti dei disabili, compresi quelli alla guida o in bicicletta.

«Nel 1996 in occasione del convengo contro le barriere architettoniche che si svolse sul litorale», ricorda il presidente jesolano di Animo, «ho fatto sedere i progettisti presenti sulla carrozzina per renderci conto degli ostacoli che dobbiamo affrontare noi disabili quotidianamente. Ora dovrebbero farlo gli amministratori comunali di Jesolo e delle località coinvolte lungo le varie ciclabili. I problemi sono concentrati soprattutto in via Bafile, dove si sono aperte crepe e le radici dei pini alzano la pista ciclabile e i marciapiedi. lo stesso in altre strade come via Trentin, via Aquileia, quindi in piazza Brescia. In piazza Torino non c’è una rampa per salire sul marciapiedi».

«Ma i problemi», conclude, «si addensano anche nella più vasta ciclabile che collega Jesolo al territorio di Eraclea, terminando per il momento a Ca’ Fornera. Ci sono gradini anche di 10 centimetri in corrispondenza dei ponti sulla ciclabile, mentre numerosi i tombini sono rialzati. Per noi è un percorso a ostacoli davvero pericoloso».  

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