Manca il servizio di salvataggio, donna muore in mare: «Servono bagnini anche alla Brussa»

Dalla torretta il servizio di salvataggio continuativo sarà in vigore soltanto da lunedì 27 luglio. Scatta la polemica: «I soccorsi sono stati lenti e ribadisco magari si poteva fare qualcosa»

Rosario Padovano
Laspiaggia libera di Vallevecchia
Laspiaggia libera di Vallevecchia

Tragedia mercoledì 22 luglio sulla spiaggia di Vallevecchia. Malore in acqua fatale per una donna anziana nel pomeriggio: infuria la polemica per la mancanza del sevizio di salvataggio.

La stessa ditta incaricata dal Comune ammette che dalla torretta il servizio continuativo sarà in vigore soltanto da lunedì 27 luglio e questo contrasta con alcuni cartelli che ci sono nella zona.

Brussa e Vallevecchia non sono però una spiaggia di massa e gli ingressi sono contingentati. Il servizio è attivo invece nel fine settimana. Intanto, qualche dubbio assale gli altri bagnanti.

Sebbene l’intervento dell’elicottero sia sempre molto rapido ed efficace. L’allarme è scattato attorno alle 17 sull’arenile. Dall’acqua, la signora viene portata sul bagnasciuga.

Sul posto intervengo gli operatori sanitari della Treviso Emergenze che calano medico e infermiere col verricello. Si forma un capannello di gente a protezione della stessa signora. Arrivano anche in scooter i bagnini della Security che però non erano in servizio.

Raggiungono ugualmente il posto per vedere se c’è bisogno di loro ma l’incombenza è tutta dei sanitari. Quindi se ne vanno. Gli interventi di rianimazione durano per quaranta lunghi minuti ma alla fine la signora viene dichiarata deceduta.

Dal mare ci sono i marinai della guardia costiera ad assistere all’accaduto. Sul posto accorre anche per la rimozione della salma la ditta Duomo con la filiale di Lugugnana. Ricompone la salma e la trasferisce all’ospedale di Portogruaro, nella cella mortuaria di via Friuli.

Difficili le operazioni di riconoscimento. La donna non aveva con sé i propri documenti. Tutte le forze dell’ordine ora dovranno attentamente valutare eventuali segnalazioni di scomparsa. Difficile stabilire, poi, se verrà rilasciato subito il nulla osta o verrà eseguita un’autopsia.

Una decisione in tal senso verrà presa dalla magistratura di Pordenone. Mentre calava la sera si scatenava la polemica sulla sorveglianza a Vallevecchia. Qualcuno dice che la spiaggia resta in attesa anche di un defibrillatore e quello, magari su parcheggio, può essere un valido aiuto.

La Security di Rovereto è incaricata dal Comune di Caorle di seguire quel tratto di arenile mentre gli altri arenili gestiti da Caorlespiaggia sono coperti tutti i giorni da bagnini della stessa Srl trentina.

Le proteste sono molto vibranti. «Ma non dovrebbe esserci il bagnino in spiaggia alla Brussa?» si chiede una testimone della disgrazia, Elena Averna, «dov’era oggi che una signora è morta, magari il pronto intervento di una persona esperta che sa cosa fare poteva essere d’aiuto. Ogni anno succede che qualcuno muoia, che non sia il caso di collocare un defibrillatore? I soccorsi sono stati lenti e ribadisco magari si poteva fare qualcosa. Ringrazio le persone che sono corse in aiuto e che in tutti i modi hanno tentato l’impossibile. Vogliamo fare qualcosa, o deve accadere di nuovo? Farò segnalazione al comune di Caorle perché se c’è scritto che è attivo un servizio, rispettiamolo».

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