Pensionato indagato per pedofilia

di Carolo Mion
CHIOGGIA. È indagato per aver chiesto sesso orale in cambio di soldi e cd, Indagato perché lo ha chiesto a dei minorenni. Nei guai è finito un pensionato di Chioggia molto conosciuto in città. Sull’accaduto stanno indagato gli agenti del commissariato di Chioggia, coordinati dal pm Alessia Tavernesi.
Le indagini sono iniziate alcuni mesi fa quando un genitore si è rivolto alla polizia dopo aver scoperto che il figlio aveva avuto rapporti sessuali con l’anziano. Rapporto sessuale a pagamento. I poliziotti ben presto hanno scoperto che i ragazzini coinvolti dal pensionato nelle storie di sesso erano ben più di uno. Alcuni sono stati sentiti dagli investigatori attraverso interrogatori protetti e hanno confermato il quadro che già era emerso da una prima fase delle indagini. Il pensionato agganciava i ragazzini nei posti più disparati. Quindi li portava nel suo appartamento dove in cambio di sesso orale dava loro soldi e cd. A volte c’era un passaparola tra ragazzini su quanto accadeva in quella casa e non è da escludere, anche se non è stato dimostrato, che alcuni ragazzini abbiano invitato altri loro coetanei a frequentare l’appartamento. Da quanto si sa uno dei genitori avrebbe pure preso a schiaffi il pensionato. L’appartamento dell’uomo è stato perquisito. Le indagini proseguono. Il caso più eclatante di pedofilia a Chioggia riguarda l’ex assessore Carlo Ravagnan. Tre anni fa, dopo nove, dal suo primo arresto per un «giro» pedofilo con adolescenti, Carlo Ravagnan era tornato in manette al tribunale di Rialto a Venezia ed è stato rinchiuso in carcere. Nel suo computer gli investigatori avevano trovato 2 mila foto pedopornografiche. L'uomo, all’epoca dei fatti aveva 60 anni, ex tecnico di laboratorio all'istituto Pacinotti di Mestre, noto perché è stato anche assessore prima del 2000 e dirigente sportivo, ha spiegato di non essere l'autore degli scatti, ma di averli riversati da un sito pornografico trovato su internet. Nel 2001 la polizia arrestò Ravagnan, accusato di aver indotto alla prostituzione ragazzi di età inferiore ai 18 anni ma anche di avere commesso con loro atti di violenza sessuale. La polizia aveva identificato, in una prima fase, 21 dei tanti ragazzini che apparivano nei video, ma erano molti di più filmati e dei quali non si è mai scoperto l’identità. Ravagnan non si accontentava degli atti sessuali consumati su adolescenti, li riprendeva con una telecamera e poi li fotografava riversando il tutto sul suo computer.
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