«Passaggi generazionali lunghi e difficili»

Troppo tardi e con processi troppo lunghi: così avvengono i passaggi generazionali all’interno delle imprese a conduzione familiare. Se n’è discusso in “Passaggio generazionale. Strumenti a...

Troppo tardi e con processi troppo lunghi: così avvengono i passaggi generazionali all’interno delle imprese a conduzione familiare. Se n’è discusso in “Passaggio generazionale. Strumenti a disposizione dell’imprenditore” organizzato da Assoholding all’Ateneo Veneto La strada da percorrere per favorire il ricambio generazionale è stata suggerita da Gaetano De Vito, presidente dell’associazione no profit con sede legale a Milano. Innanzitutto, secondo De Vito, è necessario uno snellimento dell’apparato burocratico e l’esenzione fiscale per i passaggi di consegna. «I tempi oggi sono di circa 10 anni per gli avvicendamenti» spiega il professore «dobbiamo dimezzarli». Snellire le procedure aiuterebbe anche a invertire una mentalità imprenditoriale che fatica a lasciare le redini ai più giovani. Dare spazio alle nuove generazioni produrrebbe un vantaggio sia in termini di occupazione giovanile (oggi in ripresa, seppur a rilento), sia in termini di ricerca e sviluppo. «Spesso» conclude De Vito «i vecchi imprenditori hanno paura dell’innovazione perché non possiedono gli strumenti per gestirla». Tra i relatori ospiti c’era l’imprenditore triestino Riccardo Illy. Nata nel 1933, Illy ha ripercorso le tappe dell’azienda familiare elencando i tre strumenti che ne hanno consentito il passaggio generazionale: il patto di famiglia, la donazione e il testamento. Illy ha elencato i vantaggi e gli svantaggi di un’impresa familiare: tra i primi, la possibilità di una progettualità a lungo termine e l’impegno personale di chi porta lo stesso cognome dell’impresa; tra i secondi, il nepotismo (aggirabile con la stesura di rigidi regolamenti familiari interni) e una cronica dimensione ridotta dell’impresa familiare. (e.p.)



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