Non vede la figlia da dieci mesi Indaga il Ministero
venezia
La piccola Giulia compirà un anno ad agosto e la sua mamma, Maria, (le abbiamo chiamate così) non la vede dal 13 ottobre. Da quando, cioè, le è stato notificato il decreto con il quale il Tribunale per i minorenni ha disposto l’affido temporaneo della bimba a una famiglia, per valutare nel frattempo le “capacità genitoriali” della madre e di conseguenza l’eventuale dichiarazione di adottabilità della bimba. A dicembre la Corte d’Appello aveva annullato la decisione, ordinando l’immediato ricongiungimento di madre e figlia, all’interno di una struttura protetta e sempre sotto la supervisione dei Servizi sociali.
«Ma da allora ci siamo dannate l’anima, abbiamo presentato tutti i ricorsi possibili, ma nessuno ha ancora eseguito l’ordine della Corte d’Appello e Maria non vede la sua bambina da ottobre: i Servizi le hanno dato tre foto in primavera», commenta l’amareggiata l’avvocata Lorenza Zanata, che in questi mesi ha tentato ogni strada per ricongiungere madre e figlia, chiedendo che la famiglia venga seguita e protetta dai Servizi sociali e non separata. Nei giorni scorsi la Corte di Appello si è nuovamente espressa, ma nel confermare la propria decisione in merito al ricongiungimento, ha però anche ribadito che per legge è il Tribunale di primo grado, titolare del caso, a doversi fare carico di eseguirlo: nessun intervento diretto dei giudici di appello, dunque.
Ad accendere un faro sul caso di Maria e Giulia è ora il ministero di Giustizia, in risposta all’esposto presentato dall’Aila-Associazione italiana lotta agli abusi. «Il ministero ha avviato un accertamento», spiega l’avvocata Zanata, lettera del Dipartimento Affari di Giustizia alla mano, «chiedendo al Tribunale di comunicare ogni notizia in merito alla causa. È una novità molto importante e speriamo che porti finalmente e con urgenza al ricongiungimento». Naturalmente, l’interessamento del ministero non è già una scelta di campo. Di questi giorni, anche una nuova disposizione del Tribunale che - nell’ambito delle procedure per «verificare lo stato di abbandono ed eventuale adottabilità» della piccola Giulia - ha nominato quali consulenti uno psicologo e uno psichiatra, per valutare le capacità genitoriali di Maria alla luce di una lettera dell’Usl 3 che ha dichiarato l’invalidità totale della donna e la sua inabilità lavorativa, per epilessia. «È una vecchia lettera del 2004: Maria segue regolarmente le terapie e non ha più crisi da moltissimi anni», incalza l’avvocata Zanata, «e poi come si fa a valutare il rapporto madre e figlia se non si vedono da ottobre?». Il Tribunale ha anche «invitato i Servizi sociali a far riprendere immediatamente gli incontri protetti tra madre e figlia»: il decreto è del 14 giugno, ma ad oggi ancora nessuna novità. Certamente Maria ha avuto un passato difficile: lei stessa abbandonata e adottata; una figlia avuta giovanissima e data subito in adozione; ha voluto Giulia anche se il padre non è presente. Era perciò stata lei stessa a rivolgersi ai Servizi per essere aiutata a crescere la figlia. Per ora Giulia cresce accudita da un’altra famiglia.
r.d.r.
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