Navi Costa in Tribunale contro il gasolio «green»

Una norma rispettata, ma non amata, quella che obbliga le navi all’ormeggio all’uso del più caro combustibile marittimo green, per ridurre le emissioni inquinanti. Costa Crociere ha impugnato al...
Di Roberta De Rossi

Una norma rispettata, ma non amata, quella che obbliga le navi all’ormeggio all’uso del più caro combustibile marittimo green, per ridurre le emissioni inquinanti. Costa Crociere ha impugnato al Tribunale di Venezia un’ammenda da 30 mila euro, comminata nel 2010 dalla Capitaneria di Porto a una nave da crociera della società, trovata non in regola con la documentazione di bordo sull’obbligatorio utilizzo di gasolio marino a basso contenuto di zolfo (0,1%) quando si è agli ormeggi di Marittima e San Basilio. «Il decreto legislativo 205/2007 entrato in vigore il 1 gennaio 2010», spiega l’ammiraglio Tiberio Piattelli, «vieta per le navi all’ormeggio dei porti italiani l’uso di combustibile con tenore di zolfo superiore a 0,1%. Nell’ambito dei controlli a campione del Bunker delivery note, il documento che accerta la percentuale di zolfo reale nel combustibile usato in quel momento, abbiamo elevato 3 sanzioni su 69 controlli tra Porto Marghera e Marittima - due mercantili turchi e uno battente bandiera delle isole Comore - e altrettante nel 2010, in seguito a 93 ispezioni a bordo». Il decreto che recepisce la direttiva europea 33/2005, fissando limiti dell’1,5% per gli oli combustibili da navigazione e dello 0,1% di zolfo per i gasoli marini da usare all’ormeggio. «In quell’occasione, Costa crociere ha presentato ricorso al Tribunale», prosegue il comandante della Capitaneria di porto di Venezia, «ritenendo che la propria nave da crociera non sia “di linea” e che pertanto esuli dalla norma. Noi riteniamo che - sulla base di un chiarimento già dato dalla comunità europea - tutte le navi inserite in un calendario preciso di arrivi/partenze, come lo sono le navi da crociera, effettuino servizio di linea e pertanto debbano rispettare la norma sul combustibile a basso tenore di zolfo». Il decreto prevede da 15 a 150 mila euro d’ammenda, fino all’interdizione all’ormeggio nei porti italiani in caso di recidiva: una sanzione che Costa pare avere impugnato per sondare il terreno, visto che la norma viene poi rispettata. E che fa idealmente il paio con un altro ricorso - simile nella sostanza - che Msc Crociere ha invece presentato al Tribunale di Genova.Causa approdata alla Corte europea, che dovrà esprimersi sul punto. Ma negli approfondimenti Ue on line relativi alla direttiva, - al punto quarto, delle «Domande frequenti» - si chiarisce già che la norma viene applicata a tutte le «unità oltre i 12 passeggeri, incluse le navi da crociera, in regolare servizio verso o da un qualsiasi porto comunitario».

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