Ticket d’ingresso e multa sulla privacy, il Comune di Venezia paga ma va in Cassazione
Per il trattamento dei dati arriva la sanzione di diecimila euro. Il tribunale sostiene che le modalità adottate siano sproporzionate rispetto agli obiettivi. Il commento di Zuin: «Un accanimento, non abbiamo spiato nessuno»

Bacchettato dal Garante della privacy, condannato dal Tribunale, il Comune di Venezia ora pagherà i diecimila euro di sanzione inflitta dallo stesso Garante per la protezione dei dati personali sulla gestione del contributo d’accesso del 2024.
Ma Ca’Farsetti non molla e annuncia il ricorso in Cassazione. Per arrivarci, il prossimo step sarà una delibera di Giunta, attesa per il prossimo settembre.
Multe e sconti
La vicenda nasce dal primo anno di sperimentazione del contributo d’accesso, entrato in vigore a Venezia per 29 giornate tra il 25 aprile e il 14 luglio 2024. Il sistema, introdotto per regolamentare gli accessi in centro storico, comportava anche la gestione di dati personali relativi alle persone soggette al ticket e a quelle che dovevano dimostrare di essere esenti.
A finire nel mirino del Garante non era tanto il ticket d’accesso in sé quanto le modalità adottate dall’amministrazione comunale per la raccolta dei dati dei visitatori che, si legge nella sentenza, «almeno nella fase della sperimentazione ha effettivamente acquisito un quantitativo di dati sproporzionato rispetto alle finalità del trattamento». In particolare, tra le procedure contestate, il cosiddetto “codice amico”, utilizzato per invitare ospiti in città, che richiedeva l’inserimento dei dati anagrafici tanto del residente, quanto della persona ospitata.
Istruttoria e ricorsi
L’istruttoria, aperta nel 2022, è stata chiusa solo nel 2025, con uno sconto non da poco per il Comune: nel provvedimento del Garante, infatti, si legge che, date le decine di migliaia di persone coinvolte dalla violazione, «l’importo totale della sanzione è da quantificarsi fino a 20 milioni di euro».
A far diminuire la multa, il rapporto di collaborazione tenuto dagli uffici comunali in questi anni, e il fatto che la violazione non abbia precedenti. Una volta elevata la sanzione, non ha tardato ad arrivare il ricorso del Comune. Poi, però, il Tribunale ha dato ragione al Garante e, proprio rispetto al “codice amico” ha definito «sproporzionate» le modalità di trattamento dei dati, sia di quelli dei residenti che di quelli degli ospiti.
La battaglia continua
Nell’ultima determinazione comunale pubblicata sull’albo pretorio, il Comune fa presente di aver già provveduto al pagamento della sanzione per evitare il maturare di interessi in attesa dell’esito del giudizio.
Ora l’amministrazione ha formalizzato l’impegno contabile della spesa, imputandola al capitolo dedicato alle «spese dovute a sanzioni». La partita giudiziaria, però, non è ancora chiusa. E la giunta gialla intende difendere il ticket d’accesso. «Faremo ricorso in Cassazione», promette l’assessore al bilancio Michele Zuin, «non staremo fermi, continueremo a combattere fino alla fine».
Per l’assessore «è pazzesco che il Garante si sia messo a piluccare su questa cosa, forse perché è una novità. Il Comune, come tutti gli enti locali, detiene ogni giorno dati sensibili per la riscossione dei tributi, motivo per cui ci sembra strano tutto questo accanimento. Il Comune non ha nessun interesse e tanto meno beneficio a “spiare” i dati sensibili, li trattiamo già dalla mattina alla sera», fa presente.
Future multe
Quest’anno, il Comune ha messo in atto piccoli aggiustamenti per andare incontro alle richieste del Garante, soprattutto rispetto al “codice amico”. Tuttavia, non si esclude l’ipotesi di ulteriori istruttorie da parte dell’autorità con sede a Roma, per il trattamento dei dati di questi due anni, il cui impianto, soprattutto per il 2025, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla sperimentazione pilota del 2024.
«Qualora ci arrivassero segnalazioni da parte dei cittadini», fanno presente dal Garante per la privacy, «siamo pronti a valutare se aprire o meno un nuovo procedimento nei confronti del Comune di Venezia».
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