Sicurezza in via Giustizia, il sit-in a Mestre: «Chi ci governa non ha fatto nulla»
Sabato 3 ottobre una manifestazione a sostegno di Paolo Favaretto, titolare dell’Autocarrozzeria Moderna: «Nessuno si rende conto che ho subito 48 furti. Darò le chiavi al sindaco, che venga lui a mantenere i miei venti dipendenti»

«Adesso basta, a partire dalla prossima settimana bloccherò via Miranese, e se serve mi stenderò per terra. Nessuno si rende conto che ho subito 48 furti, da anni e anni chiediamo che questa strada non sia ridotta a un budello e venga trasferito il Drop- in. Darò le chiavi al sindaco, che venga lui a mantenere i miei venti dipendenti. In via Giustizia ci sono 150 lavoratori, io mi vergogno di chi ci governa perchè non ha fatto nulla. Sono un cittadino, non una pezza da piedi». Manifestazione anti degrado promossa da Paolo Favaretto, sabato 3 ottobre, davanti all’Autocarrozzeria Moderna di via Giustizia, dove si sono raccolte una trentina di persone.
Un sit-in per chiedere sicurezza, una viabilità che ricucisca pezzi di città, lo spostamento del servizio comunale Drop-in. Favaretto, ha sfogato tutto il suo malessere: «Valuterò di fare causa al Comune, perchè se ci sono stati 48 furti, la colpa è solo del comune. Mi sento preso in giro, così come i cittadini di via Trento e via Miranese che hanno la gente che gli dorme sotto casa». Prosegue: «Di telecamere ne ho 40. Ma non servono a nulla, perchè chi commette i furti sono persone che non hanno nulla da perdere».
«Spostate il Drop-in»
«È stato ristrutturato con denaro del Pnrr, se viene chiuso, vanno tutti nelle peste. Se vogliono mantenerlo aperto, mettano un presidio fisso giorno e notte e guardie anche all’interno, non che chi ci lavora venga anche menato. Inutile stare nei propri uffici a Venezia, bisogna metterci la faccia, aiutare gli imprenditori del territorio. Dov’è il sindaco Simone Venturini? Gli amministratori?».
Per l’imprenditore, il servizio comunale andrebbe spostato nelle caserme chiuse. «Hanno solo la scelta» dice. Favaretto bolla i sopralluoghi notturni dei politici in via Piave, delle veline. «Pubblicità che non serve a nulla. Vengano a sostenerci di giorno».
Riaprire il budello
Uno dei temi ricorrenti, è quello relativo alla soluzione della viabilità e il passaggio a livello che rappresenta un grosso ostacolo. «Qui passano oltre mille studenti che si recano nelle scuole, è un budello pericoloso. Dal 1981 sono qui e non ho mai visto fare nulla, nel 2014 c’è stato un incontro comune-ferrovia, hanno mandato una Pec, ma niente fu mai fatto e siamo nel 2026».
Moschea? «Possono farla, ma serve un accordo. Per realizzarla bisogna aprire il sottopasso che da via Giustizia conduce in via Trento almeno ad un senso di marcia, loro son disposti a impegnarsi, ma con regole chiare. Tutta la zona va sistemata, noi crediamo nelle attività di famiglia, ma non possiamo lavorare per pagare i furti».
A sostenere Favaretto, Alvise Ferialdi, di Buongiorno Marghera, con il suo gruppo dedito alle passeggiate civiche. «Siamo qui per supportare Paolo, esasperato dalla situazione, e cercare soluzioni. Quest’area è un cul-de- sac, via Giustizia è stata trasformata in un vicolo cieco, il passaggio ferroviario impedisce l'arrivo dei soccorsi, il drop-in è un grosso problema e mi spiace non vedere nessuno dell’amministrazione oggi. Dobbiamo tutelare tutte le attività produttive che qui insistono, alla stessa stregua dei cittadini». Infine, tra i presenti anche la Vannacciana Giovanna Luzzi, che ha posto l’accento sulla viabilità strozzata.
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